Commercio internazionale

Made in: Muscardini, Susta e Rinaldi si rivolgono al primo ministro Kenny

Gli europarlamentari Cristiana Muscardini, Gianluca Susta e Niccolò Rinaldi hanno scritto a Enda Kenny (nella foto) - premier dell'Irlanda, che il primo gennaio ha assunto, per sei mesi, la presidenza del consiglio dei 27 Paesi dell'Ue - per chiedere che venga rimessa in moto la procedura sul Regolamento del Made in, bloccata da ottobre.

 

"L'obiettivo ultimo - ribadisce Muscardini, vicepresidente della commissione Commercio Internazionale e relatrice del provvedimento per il Regolamento Made in - è dare ai cittadini e alle imprese europee gli stessi diritti che già da tempo esercitano i cittadini cinesi, statunitensi, brasiliani, canadesi, eccetera". "Un mercato è libero e corretto - sottolinea - quando vi sono regole condivise anche nella stessa Organizzazione Mondiale del Commercio, all’interno della quale non possono coesistere Paesi con più diritti di altri. Le relazioni interistituzionali devono vedere aperto finalmente un dialogo tra Parlamento e Consiglio, anche dopo l’ennesimo voto a favore espresso dal Parlamento il 17 gennaio". "La libertà di mercato ha bisogno di regole certe - conclude - per fermare il populismo antieuropeista, che usa la mancanza di indirizzi certi per arginare la crisi a vantaggio, appunto, di un antieuropeismo pericoloso per tutti”.

 

Lo scorso ottobre la Commissione europea ha ritirato dal suo programma di lavoro per il 2013 la proposta di Regolamento per l'indicazione obbligatoria della denominazione di origine dei prodotti extracomunitari (tra questi anche l'abbigliamento e le calzature). Questo nonostante il sì quasi unanime del Parlamento, ottenuto nel 2010 dopo una lunga battaglia che ha visto tra i maggiori fautori l'Italia, in contrasto con i Paesi del Nord, Germania e Inghilterra in testa, che da anni non puntano più sul manifatturiero in favore della terziarizzazione.

 

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