Commercio internazionale

Ttip: per il vicecancelliere tedesco Gabriel è al capolinea

Il Ttip - il trattato di libero scambio dal 2013 in discussione tra Europa e Stati Uniti e auspicato dalla moda italiana - sarebbe ormai fallito. Lo sostiene Sigmar Gabriel (nella foto), vicecancelliere e ministro dell’Economia della Germania.

 

«Secondo me - ha dichiarato Gabriel - i negoziati con gli Usa sono di fatto falliti, anche se nessuno lo ammette realmente». Come riporta Associated Press, il vice-chancellor tedesco ha fatto riferimento ai 14 round di colloqui (il più recente si è tenuto a metà luglio), durante i quali ancora non si è trovato l’accordo su nemmeno uno dei punti nei 27 capitoli in discussione. «Non dobbiamo sottometterci alle richieste americane», ha aggiunto.

 

Al momento le dichiarazioni di Gabriel - che non è direttamente coinvolto nei negoziati con Washington ed è capo del partito socialdemocratico tedesco Spd (di centro-sinistra) - non trovano conferme a livello istituzionale e secondo alcuni media sarebbero legate più a questioni politiche interne, che a voci di un imminente annuncio di fallimento.

 

Si parla infatti di proteste contro il Ttip in calendario il prossimo 17 settembre, dove Sigmar Gabriel potrebbe scendere in piazza per ottenere consensi in vista delle prossime elezioni tedesche (lo scorso mese il cancelliere Angela Merkel ha detto che il Ttip è «assolutamente nell'interesse dell'Europa »).

 

A dire il vero anche negli States si parla da tempo di un possibile nulla di fatto. Un accordo entro il 2016, prima del termine della presidenza Obama, è visto da più parti come improbabile. Inoltre, i possibili successori Donald Trump e Hillary Clinton pare siano contrari a un accordo Usa-Ue, almeno allo stato attuale delle trattative.

 

Al 90esimo Pitti Uomo, lo scorso giugno, il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, auspicando il raggiungimento di un'intesa in tempi brevi, ha parlato del Ttip come di un'opportunità per l'Italia, «in particolare quella della moda, che beneficerebbe della diffusione dei prodotti italiani in ampie parti degli Usa».

 

In quella stessa occasione Vincenzo Boccia, neopresidente di Confindustria, ha affermato: «Il Ttip e l’accordo di libero scambio tra Europa e Canada sono nell’interesse del Paese e noi faremo tutto il possibile, caro ministro, nell’aiutarla in questo percorso».

 

«La posizione del ministro Calenda, che chiede fermamente una chiusura e una ratifica in tempi brevi di entrambi gli accordi è condivisibile, e auspichiamo che si passi dalle parole ai fatti nel più breve tempo possibile», ha affermato a Firenze il presidente di Smi-Sistema Moda Italia, Claudio Marenzi.

 

In occasione della scorsa assemblea dell'associazione guidata da Marenzi, Ivan Scalfarotto, sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico, ha ribadito: «Porterebbe vantaggi enormi. I nostri standard non saranno abbassati. La vedo come un'occasione per le imprese e i consumatori».

 

Per capirne di più bisognerà forse attendere la riunione di settembre del Consiglio europeo a Bratislava.

 

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