Congiuntura

La moda italiana si salva con i mercati extra-europei

Le aziende italiane della filiera tessile-moda tirano il fiato grazie all'export verso i mercati lontani: nei primi sette mesi del 2013, secondo gli ultimi dati Smi, hanno esportato per 16,1 miliardi (+0,2%), e all'orizzonte si profila uno storico turnaround geografico, con l'export italiano di moda verso i mercati extra-Ue che entro fine anno per la prima volta supererà in valore quello verso i Paesi dell'Ue-28.



Le proiezioni elaborate per Pitti Immagine sulla base dell'andamento gennaio-luglio prevedono infatti il superamento a dicembre del peso dei mercati extra Ue. A fare la parte del leone è soprattutto l'Asia, con Cina, Corea e Hong Kong locomotive della crescita, in particolare dell'abbigliamento maschile.


Nonostante le aree geografiche stiano accrescendo il loro peso i primi clienti in valore dell'industria tessile-moda italiana restano i clienti più consolidati come Francia, Germania, Stati Uniti, Svizzera e Regno Unito.

 

 

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