Congiuntura

Marzotto: «Nessun rischio export per l'Italia con Trump»

Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine, getta acqua sul fuoco a proposito dei rischi sull'export dopo la vittoria di Donald Trump. «Le aziende italiane non devono temere le politiche protezionistiche del nuovo presidente degli Usa. Gli americani spenderanno di più e questo alla fine ci avvantaggerà».


La conferenza stampa di presentazione della prossima edizione di Pitti Uomo è tradizionalmente l'occasione per il presidente di Pitti Immagine di fare il punto sul mercato dell'abbigliamento made in Italy. «Il 2016 si sta dimostrando un anno strano - ha detto - il primo trimestre è andato molto bene, poi fattori esterni hanno condizionato il secondo quarter. In generale c'è stato un miglioramento dell'Europa, ma la Brexit sta creando i primi problemi. Anche gli Usa si sono fatti condizionare dalle elezioni, ma sono certo che si riprenderanno».


Le affermazioni prudenti di Marzotto, che non si è cimentato in una previsione di chiusura di fine anno per il settore, sono state confermate anche dall’indagine congiunturale condotta da Smi presso un centinaio di aziende attive in tutta la filiera, che è stata presentata in occasione della conferenza stampa.


Secondo i dati raccolti, il primo trimestre dell’anno in corso, in termini di fatturato, ha visto mantenere il trend positivo, mettendo a segno una crescita del +2,2% rispetto al medesimo periodo del 2015. Il risultato deve essere ricondotto soprattutto alle performance realizzate Oltreconfine, visto che il campione in esame ha fatto registrare dinamiche decisamente migliori rispetto a quanto indicato dalla media nazionale nei primi tre mesi dell’anno.



Al contrario di quanto verificatosi nel primo quarter, nel periodo aprile-giugno per il campione si profila, invece, un cambio di passo: il fatturato entra in area negativa, facendo segnare un calo pari al -2%.



Interrogate sull’evoluzione congiunturale per questo ultimo scorcio del 2016, le imprese a campione sono, ancora una volta, in netta prevalenza orientate ad una “stabilità” delle condizioni di business già sperimentate in corso d’anno (76,5% degli intervistati). Tuttavia, rispetto alla rilevazione dello scorso anno, quasi si dimezza la quota di quanti confidano in un miglioramento del mercato (11,8%) e, corrispondentemente, cresce quella di quanti temono un ulteriore peggioramento (11,7%).



Sul fronte delle esportazioni, nei primi sette mesi del 2016 le vendite estere di Tessile-Moda sono cresciute dello 0,5%, per un totale di 17,5 miliardi circa. Da gennaio a luglio 2016 l’import dall’estero si è stabilizzato sui livelli dello scorso anno (+0,2%), per un valore di 12,1 miliardi.



A fronte del suddetto andamento degli scambi con l’estero, il saldo commerciale dell’industria Tessile-Moda italiana, nei primi sette mesi dell’anno, si porta a 5,4 miliardi di euro, mostrando un incremento di 53 milioni rispetto al periodo gennaio-luglio 2015.

 

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