Congiuntura

Nel 2012 la moda uomo cresce (+1,6%) grazie all'estero. Stime positive per il 2013

Nonostante la decelerazione rispetto al 2011, la moda maschile italiana archivia il 2012 con una dinamica di aumento (+1,6%), pari a 8,5 miliardi di euro. Sono i dati diffusi da Smi alla vigilia di Pitti Uomo, dal 18 al 21 giugno a Firenze. Il trend positivo dovrebbe proseguire anche nel 2013.

 

Sulle buone performance dell'anno scorso hanno contribuito le vendite estere (+3,8%), mentre il mercato domestico resta in territorio negativo (-5,7%). Secondo i dati il valore delle esportazioni, pari a 5 miliardi di euro, è ormai ritornato ai livelli pre-crisi, mentre sul fronte dell'import la dinamica è opposta: dopo l'aumento dello scorso anno (+8,6%), nel 2012 si registra un netto calo (-9,3%).

 

Il settore, grazie agli scambi con l'estero, ha visto  un importante miglioramento del saldo commerciale, guadagnando 546 milioni in un anno. Sul fronte dei consumi, quelli delle famiglie italiane sono in continua diminuzione (-5,5% il sell-out moda maschile). Il mercato Ue resta il maggior acquirente, con una quota del 53,3% sull'export totale di settore. Accelerano le vendite in Usa (+19%), Russia (+3,5%), Giappone (+19,8%) e Cina (+14,9%).

 

Quanto alle previsioni per l'anno in corso, il segno più dovrebbe proseguire. Le statistiche ufficiali rilasciate dallo US Census Bureau parlano di vendite al dettaglio dei ''men's clothing stores'' in marzo 2013 in crescita del 3% rispetto al marzo 2012.

 

 

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