Congiuntura

Tessile-moda: l'Italia riparte con il segno più, dopo un 2016 poco brillante

«Il 2016 si è chiuso con una crescita poco entusiasmante ma su certi mercati le performance sono state molto positive». Così Claudio Marenzi commenta l'andamento del tessile-moda, nel 2017 ripartito con un +1,8% dei fatturati.

 

I numeri sono stati presentati oggi (5 maggio) a Milano, in occasione della conferenza stampa per le anticipazioni sul prossimo Pitti Immagine Uomo, dove Marenzi ha parlato per la prima volta come presidente di Pitti Immagine.

 

In base a un'indagine congiunturale di Smi-Sistema Moda Italia - svolta su un panel di oltre 80 imprese, operanti in tutta la filiera -, nei primi tre mesi del 2017 le aziende hanno incrementato il fatturato in media dell'1,8% rispetto al primo trimestre 2016. L'export ha realizzato un +2% medio, mentre le vendite interne, grazie al contributo del comparto tessile, sono salite dell'1,6%.

 

Il "monte" della filiera ha registrato un +3% (nella foto, la filatura alla Tollegno 1900) , mentre il "valle" è progredito dell'1%. La raccolta ordini ha segnato un +1,4%, per effetto del +1,7% di quella estera e del +0,5% di quella interna.

 

Dall'analisi del sentiment emerge che il 63,5% del campione propende per la stabilità delle condizioni di mercato. Il 20,8% confida in un miglioramento e il resto (la minoranza) un peggioramento.

 

Il tessile-moda archivia un 2016 con un fatturato stimato da Smi (con l'università Liuc) pari a 52,9 miliardi di euro, in aumento dell'1% rispetto al 2015. Nell'anno c'è stata un'ulteriore, seppure lieve, diminuzione del numero delle aziende, scese da 47.079 a 46.891 (-0,4%), mentre gli addetti sono passati da 402.800 a 402.000 (-0,2%).

 

Le esportazioni dell'anno si sono attestate a 29,6 miliardi di euro, in aumento dell'1,7% rispetto al 2015. Come ha fatto notare Marenzi, l'Europa ha performato meglio dei mercati extra-Ue (+2,2% e +1,1% rispettivamente). Nel Vecchio Continente hanno trainato soprattutto Germania (principale partner estero, +2,9%), Francia (+1,3%), Regno Unito (+2,9%) e Spagna (+5,6%).

 

Secondo il presidente, la ristrutturazione in atto presso alcuni department store ha pesato sull'export negli Usa (terzo partner commerciale per volumi), che lo scorso anno sono diminuite del 5,6%.

 

Si nota inoltre un rallentamento della crescita in Asia (+2,5% Hong Kong, +3,1% la Cina) mentre il Giappone ha acquistato il 6,9% in più rispetto al 2015. E promette bene, ora che si sta preparando alle Olimpiadi del 2020.

 

Feedback positivi anche dalla Corea del Sud (+5,3% nel 2016), benché ora si trovi a fronteggiare un crollo delle visite dei turisti cinesi nei suoi duty free.

 

I viaggi in Russia dei cittadini della Repubblica Popolare stanno invece facendo incrementare le vendite sul territorio, dove nel 2016 il tessile-moda italiano ha esportato il 7,3% in più rispetto al 2015.

 

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