Congiuntura

Tessitura italiana: fra i buyer Cina batte Germania

La Cina avanza, tra i buyer esteri di tessile italiano, e se si tiene conto anche degli acquisti di Hong Kong, sorpassa il primo cliente, la Germania. Nonostante ciò, nelle stime di Smi-Sistema Moda Italia il settore archivia un 2016 con esportazioni in calo del 2% a 4,25 miliardi di euro.



Lo scorso anno il fatturato è rimasto sostanzialmente stabile (-0,6%) a 7,86 miliardi di euro. Il saldo commerciale annuale risulta positivo per 2,26 miliardi, anche per effetto della diminuzione delle importazioni (-2,5% a 1,99 miliardi).



Nei primi 10 mesi del  2016 la Germania - primo buyer estero - ha acquistato il  2,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2015. Al secondo e terzo posto tra i maggiori acquirenti  ci sono Romania e Francia che registrano rispettivamente un +2,1% e un -1,2%. La Cina, in quarta posizione, ha segnato un +2.8% e la Tunisia, quinta, un +2%.  Seguono gli Usa (-14,6%), la Turchia (-4%) e Hong Kong (-8,7%).

 

Molto disomogenee le performance se si entra nel dettaglio dei tessuti. L’export della tessitura laniera ha messo a segno un +6.6% nel cardato e un +0.3% nel pettinato. Il lino ha totalizzato un +6.3%.  Segni meno per le stoffe in seta, cotone e a maglia.

 

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