Contraffazione

Indicam: due importanti vittorie nella lotta ai falsi

Su denuncia di Indicam, un importante provvedimento è stato preso in questi gironi dall'antitrust, per contrastare il commercio online di prodotti contraffatti: si tratta dell'oscuramento di tre siti che prospettano la possibilità di acquistare prodotti originali (ma in realtà falsi) a marchio Hogan, Gucci e Prada. Dichiarato illecito, inoltre, il "falso d'autore".

 

1hogan.com, guccioutlet-italy.org e pradaborselinea.com: questi i negozi online segnalati dall'associazione italiana per la lotta alla contraffazione, che ha inoltrato all'Autorità garante del consumatore e del mercato le denunce dei titolari delle griffe. Mentre scriviamo, tuttavia, soltanto il primo ha ottemperato a quanto richiesto dall'Autority, sospendendo l'attività.

 

Secondo l’associazione di consumatori Adoc, la struttura dei siti avrebbe indotto alcuni consumatori a fare acquisti di proposte originali a prezzi di outlet. In più, le pagine web sotto accusa conterrebbero informazioni non corrette in merito ai diritti riconosciuti agli acquirenti dal Codice del Consumo per quanto riguarda la fase post-vendita (ovvero la garanzia sul prodotto) e l’esercizio del diritto di recesso e di ripensamento. Mancavano inoltre indicazioni come l'indirizzo geografico e l'identità del professionista a cui potersi rivolgere in caso di reclami. Con il coinvolgimento del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza è emerso che i soggetti che svolgevano l’attività di hosting per questi siti erano situati fuori dal territorio italiano.

 

Un'altra decisione recente, questa volta del Tribunale di Napoli, mira a contrastare la diffusione di copie fasulle. L'espressione "falso d'autore" è stata, infatti, giudicata un marchio illecito, perché evoca la contraffazione presentandola come se fosse un'attività legittima. "La sentenza - commentano dall'istituto di Centromarca guidato da Carlo Guglielmi - pone termine a una pratica illegittima condotta da anni da diversi fabbricanti, con diffusione nell'intero Paese e all'estero, che finora avevano frapposto ogni sorta di cortina di fumo giuridica e logistica agli interventi delle forze dell'ordine e della magistratura". "Ora - concludono dall'associazione - un'azione giudiziaria sancisce definitivamente l'irregolarità di tale pratica e, con una pronuncia assolutamente innovativa, anche la nullità del relativo marchio".

 

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