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Fondazione Altagamma: nel 2013 il lusso crescerà del 4-5% a tassi costanti

In occasione dell’aggiornamento primaverile dell’Osservatorio Altagamma sui mercati del lusso, è stato confermato per il 2012 l’aumento del 10% (+5% a tassi costanti) in questo comparto, a quota 212 miliardi di euro. Per il 2013 l’incremento stimato, del 4-5%, è in linea con quello dell’anno scorso, per un totale di 220-222 miliardi di euro.

 

Secondo l’"Altagamma Worldwide Luxury Markets Monitor" - presentato da Claudia D’Arpizio, partner e direttore di Bain & Co. - il 2013, nonostante la debolezza di molte economie e una leggera flessione della crescita nel primo trimestre (causata sia dal rafforzamento dell’euro sulle altre valute, sia dalla nuova politica cinese anti-gifting e meno ostentativa), si chiuderà con una performance simile al 2012. 

 

“È comunque indispensabile effettuare un distinguo fra i vari Paesi”, ha premesso D’Arpizio, spiegando: “L’Europa, alimentata dai turisti stranieri, soprattutto cinesi e russi, soffrirà per la flessione delle presenze dei giapponesi. Nel Paese del Sol Levante infatti la politica monetaria e la svalutazione dello yen del 16% incentivano la spesa interna (non a caso il lusso crescerà del 5%), ma scoraggiano viaggi e acquisti all’estero”.  

 

Sul fronte Cina, i cui consumi ormai rappresentano  il 25% del totale, bisognerà verificare se la prassi dell’“anti-gifting” , mirata a contrastare la corruzione, produrrà ulteriori contrazioni: “In ogni caso sta crescendo il consumo locale in modo solido e organico e pertanto le prospettive non possono essere più che buone - ha commentato D’Arpizio -.  La Corea del Sud sta invece soffrendo, mentre a trainare lo sviluppo nel 2013, con un +20%, sarà il Sud-Est pacifico, con in testa Singapore”.

 

In Medio Oriente, dove Dubai assorbe circa la metà degli acquisti luxury della regione, i pronostici sono di un aumento del 5%. “Oltreoceano gli Stati Uniti sono forti di un’elevata fiducia della gente, che spinge lo shopping interno - ha proseguito la manager -. I department store stanno registrando buone performance e scommettono sull’omni-channel”. Bene pure il Sud America, anche se a causa dei dazi elevati rappresenta ancora un business ridotto.

 

Quanto ai prodotti più venduti, il mercato si sta sempre più polarizzando sul segmento absolute luxury (insieme ad alcuni prodotti di fascia alta) e sul lusso accessibile. “A livello di consumatori, invece, stanno acquisendo molta importanza quelli cosiddetti ‘Henry’ (high earnings not rich yet), con guadagni alti ma non ancora ricchi”, ha concluso D’Arpizio, anticipando le stime di crescita del lusso nel 2015, +5-6% (sempre a tassi costanti) pari a 2040-250 miliardi di euro. Nel 2025 si dovrebbe arrivare a quota 500 miliardi.

 

Le previsioni per il 2013 sono state affrontate nello specifico da Armando Branchini, vice presidente della Fondazione, che ha presentato l’aggiornamento dell’“Altagamma Consensus”: “Tutti i settori continueranno a crescere, anche se rispetto allo scorso ottobre abbiamo leggermente rivisto al ribasso le stime  dell’abbigliamento e dell’’hard luxury’ (orologi, gioielli, penne e accendini) - ha spiegato Branchini -. Questi settori progrediranno rispettivamente del 5% e del 7%, mentre l’incremento di scarpe, borse e accessori si conterrà al +7% (invece del +10%).  L’art de la table si manterrà sul +2% e il comparto fragranze e cosmetici invece lieviterà di un punto percentuale, al +5%”.

 

“In tema di Paesi - ha proseguito Branchini - abbiamo aumentato il pronostico dei consumi di lusso negli Stati Uniti dal +6% al +7%, in America Latina dal +10 al +11% e in Giappone dal +2% al +5%, mentre abbiamo ridotto quello dell’Asia dal +17% al +10% e quello europeo dal +4,5% al +4%”. Infine l’ebitda medio delle imprese potrà salire del 9%, rispetto al 2012: “Nonostante la competizione si faccia sempre più dura”, ha concluso Branchini.

 

 

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