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Osservatorio Altagamma: il lusso vale più di 200 miliardi di euro

Secondo il "Monitor Altagamma sui Mercati Mondiali", quest’anno il business dei beni di lusso raggiungerà i 212 miliardi di euro, mettendo a segno una crescita del 10% (a tassi di cambio correnti, +5% a perimetri costanti), contraddistinta da un consolidamento sia nei mercati maturi, sia in quelli asiatici. E per il 2013 si prevede un trend simile a quello del 2012.

 

“Malgrado il rallentamento dei consumi in Cina e in alcuni Paesi Europei, la performance reale tra il 5% e il 6%, dovuta alla svalutazione dell’euro, è in linea con le nostre previsioni”, ha commentato Claudia D’Arpizio di Bain&Co., presentando all’incontro di questa mattina i risultati del Monitor Altagamma.

 

Per quanto riguarda i canali distributivi, come ha spiegato la consulente, il retail continua a primeggiare sul wholesale, mettendo a segno un +15% nel 2011 e un +14% nel 2012 (con circa 550 aperture effettuate dalle 220 aziende del lusso prese in esame), nonostante le vendite nei multimarca recuperino posizioni, rispettivamente con un +10% e un +9%.

 

“I multibrand in realtà perderanno sempre più terreno a favore delle boutique online, che riescono virtualmente a sostituire i negozi di prossimità”, ha precisato D’Arpizio, aggiungendo che l’e-commerce, in questo ambito, progredisce a un ritmo del +25% annuo (+ 13% a tassi costanti), per un valore di 7 miliardi di euro (il 67% full price e il 33% off price).

 

L’altro fenomeno che non conosce crisi è quello degli outlet, che raggiunge i 13 miliardi di euro, con un incremento del 30% (+20% a tassi costanti): “Questa formula avrà uno sviluppo significativo in Asia e in special modo in Cina: visti i numerosi opening, si dovranno infatti smaltire le rimanenze in loco”, precisa D’Arpizio.

 

In tema di aree geografiche, l’Europa anche quest’anno beneficerà dei forti flussi turistici e si pronostica un aumento delle vendite del lusso del 5%, per un valore di mercato di 75 milioni di euro. L’America si attesta nel 2012 su un +13%, grazie alla buona performance dei department store, mentre il Giappone raggiunge un +8% principalmente per l’effetto del cambio.

 

”Per il luxury l’Asia Pacific rimane trainante sia nel 2011 (+25%), sia nel 2012 (+18%) - ha puntualizzato D’Arpizio -  e nello specifico in Cina si inizia ad assistere ad un processo di consolidamento (+20%). Il consumatore si dimostra sempre più sofisticato ed esigente e pone sempre maggiore attenzione alla qualità intrinseca del prodotto rispetto all’importanza del logo. Il cliente asiatico costituisce ormai più di un terzo del totale mercato e i cinesi rappresentano la prima nazionalità in assoluto, con una quota del 25%”.

 

“Capire come evolveranno i bisogni delle persone e come meglio soddisfare le loro esigenze sarà la sfida dei brand del lusso per i prossimi anni”  ha concluso D’Arpizio, sottolineando che più che focalizzarsi sulle varie aree geografiche bisogna essere in grado di intercettare i potenziali clienti ovunque essi siano.

 

Le previsioni per il 2013 (la seconda parte dell’anno probabilmente sarà leggermente migliore della prima) sono state affrontate nel dettaglio da Armando Branchini nell’'Altagamma Consensus': “In tutti i settori merceologici stimiamo una crescita organica, anche se gioielli e orologi (+8%) e i prodotti in pelle (+10%) registreranno l’incremento più significativo”.

 

“A livello di Paesi - ha concluso il segretario generale di Fondazione Altagamma -  le aziende esprimono ottimismo nei confronti dell’Europa, che dovrebbe mettere a segno un +4,5%. Negli Usa si pronostica un +6%, nell’America Latina un +10%, in Asia un +17% (escluso il Giappone, +2%) e in Medio Oriente un +9%”.

 

 

 

 

 

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