DICHIARAZIONI

Anci: urge un intervento delle istituzioni per continuare la battaglia del Made In

C'è delusione, da parte di Anci, per la decisione del Commissario Europeo al Commercio, Karel De Gucht, di ritirare dall’agenda della Commissione il regolamento per la denominazione di origine dei prodotti extra-Ue, approvato dal Parlamento due anni fa. Cleto Sagripanti, presidente dell'associazione (nella foto): "Urge un intervento delle istituzioni per non mollare la presa sul Made In".

 

Anci, come informa una nota, non ha mai smesso di combattere questa battaglia in difesa della dichiarazione di origine chiara e semplice, sin da quando è partita la proposta di regolamento di questa materia nel 2005, fino all'approvazione da parte del Parlamento, a larghissima maggioranza, nell'ottobre del 2010. "Oltre a sconfessare la decisione presa da uno degli organi legislativi della Comunità Europea - si legge - il provvedimento nasconde, dietro la ricerca di un equilibrio del quadro giuridico, una scelta che avvantaggia in maniera sbilanciata le lobby del trading e i grandi gruppi multinazionali". Realtà che hanno mantenuto nella Ue la sola attività commerciale, "a discapito delle imprese manifatturiere, già pesantemente colpite dalla crisi, e del diritto del consumatore a un’informazione sui prodotti corretta e trasparente, che è regolato da apposite leggi dedicate in tutti i Paesi membri del Wto, a eccezione proprio dell’Unione Europea".

 

L’associazione ha già spiegato in una lettera le proprie istanze al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, e a Lisa Ferrarini, presidente del Comitato Tecnico per la tutela del Made in Italy e lotta alla contraffazione di Confindustria, chiedendo un decisivo intervento su questo tema. “Non vogliamo che si molli la presa sul Made In e chiediamo con forza all'esecutivo di giocare in sede europea questa partita strategica per la nostra tradizione manifatturiera e le nostre imprese - dichiara il presidente Cleto Sagripanti -. Proprio per questo mi sono attivato direttamente per segnalare la gravità dell’accaduto e mantenere il tema al centro dell’agenda di lavoro di Confindustria e Governo". Il numero uno di Anci auspica che si arrivi "a una soluzione positiva in tempi brevi, al fine di rimettere al centro la qualità, il rispetto nei confronti del consumatore e la tutela delle aziende".

 

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