Dichiarazioni

Marzotto (Pitti): «Quest’anno il mercato farà +5%»

Sembra che il peggio sia passato per il settore moda: dopo un biennio in territorio negativo, secondo Smi nel 2014 il fatturato del tessile-moda italiano torna a crescere del 3% a 52,3 miliardi di euro, e per il presidente di Pitti Immagine Gaetano Marzotto, che per quest'anno stima una crescita del 5%, «prima del tessile è ripartito l'abbigliamento».

 

I fattori - spiega Marzotto presentando il calendario di appuntamenti per il secondo semestre dell'anno (si parte con Pitti Uomo il 16 giugno) - sono diversi: «A cominciare dall’euro, che rappresenta una delle ragioni esterne. Il fatto che il 50% del made in Italy venga comperato in monete forti come il dollaro aiuterà certamente».

 

«Dobbiamo migliorare il traffico nei punti vendita - specifica - e lavorare sull’omnichannel, la sfida è quella di attrarre i consumatori giovani con nuovi canali. Abbiamo in programma un Pitti folgorante, con nuovi brand, per attrarre buyer da nuovi Paesi, vedi Sud Corea e Giappone».

 

In Italia le vendite continuano a essere condizionate dall' "export con la valigia", ovvero dai turisti presenti sul territorio. «Soprattutto cinesi e americani, meno russi - fa il punto Marzotto - . Questi ultimi, con la svalutazione del rublo, stanno comperando in Russia. Dunque, chi è ben organizzato per vendere in Russia sta vendendo bene là».

 


«Per quanto riguarda i cinesi - ha sottolineato l'imprenditore, durante l'affollata conferenza di questa mattina a Milano - stanno aumentando il loro shopping, dal momento che il governo ha imposto leggi anti-corruzione molto forti e, dunque, i ricchi e medio ricchi stanno comperando in Europa, soprattutto nell’Europa del Sud, dove c’è una forte concentrazione del lusso e dei premium brand».

 

Tornando ai dati difusi oggi da Smi, relativi al 2014, l’export è cresciuto del +3,8%, portandosi a 28,5 miliardi di euro, mentre l’import del +8%, portandosi a 19,3 miliardi di euro. Tutte le principali categorie merceologiche nel 2014 hanno evidenziato aumenti in termini di export, ad eccezione di filati (stabili) e calzetteria, in calo del -6,5%.

 

Dal punto di vista geografico è cresciuto l’export verso le aree Ue (+4,6%) e anche quelle extra-Ue (+2,9%), con Francia e Germania che si confermano i primi due mercati di sbocco del tessile e moda italiano. Tra i maggiori mercati di sbocco extra-Ue ci sono Usa (+9,4%) e Cina (+11,1%). Come era atteso, invece, arretra la Russia (-12,9%).

 

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