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E-Pitti.com cresce dell'11% ed entra nella "bibbia del marketing"

Presentati oggi, 11 ottobre, i risultati delle edizioni estive di e-Pitti.com, piattaforma digitale in progress, oggi entrata nell'empireo del manuale Kotler-Keller, noto come la bibbia del marketing. La scommessa, ora, è far crescere la app Ready-to-Order, che consente di fare gli ordini su iPad.

 

1.356 i brand accolti nella piattaforma, tra le rassegne Pitti Uomo, Pitti Bimbo e Pitti Filati, con un totale di 8.117 prodotti visionati da compratori provenienti da 113 Paesi nell'arco di 11 settimane di fiera digitale.

 

«Siamo giunti alla sedicesima edizione di e-Pitti.com - ha spiegato Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine - e siamo soddisfatti dell'adamento, che ha evidenziato una media di crescita dell'11% rispetto all'intero bacino delle manifestazioni coinvolte».

 

«Basti pensare - ha aggiunto Francesco Bottigliero, ceo di Fiera Digitale e e-Pitti.com - che siamo entrati nella guida del marketing, il manuale Kotler-Keller, su cui studiano tutti gli universitari, nella sezione innovazione tecnologica a supporto del business, davanti a due colossi come eBay e Johnson&Johnson».

 

Come ha sottolineato Bottigliero, è significativo il fatto che la community dei compratori aumenti e si rinnovi ogni stagione, generando inedite opportunità di business per gli espositori.

 

La visita da mobile conferma un trend in crescita, ha evidenziato Bottigliero, e oggi rappresenta una percentuale del 31%. In quest'ottica si spiega il focus sulla app Ready-to-order, che consente di raccogliere gli ordini via iPad, lanciata da e-Pitti.com in beta lo scorso gennaio.

 

Una proposta mirata per le realtà medio-piccole, che ha un costo limitato di 40 euro al mese e che per il momento è stata spiegata a un totale di 200 marchi, riscuotendo a oggi l'interesse concreto di circa 40 realtà.

 

«Oltre alla formula base stiamo sviluppando soluzioni personalizzate per rispondere al meglio alle esigenze dei nostri clienti - ha chiarito Bottigliero - e contribuire alla digital transformation delle aziende, in particolare quelle di medio-piccola dimensione. Il mondo della moda resta il cuore del progetto, ma sappiamo che il nostro può essere un discorso valido anche per altri settori».

 

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