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E-Pitti.com: decolla la app Ready-to-order e crescono i visitatori

Prosegue il trend di crescita di e-Pitti.com: presentati oggi, 13 aprile, i risultati dell'ultima stagione invernale, tutti all'insegna dell'evoluzione. Visitatori in crescita del 3,5% per Pitti Uomo, dell'8,2% per Pitti Bimbo e dell'11,4% per Pitti Filati. Prende piede la formula Ready-to-Order, la app di raccolta ordini su iPad, nata per le piccole realtà ma apprezzata anche dai più grandi.

 

Come ha sottolineato Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine, «in un momento di grandi trasformazioni nel settore del retail, con eventi eclatanti come la crisi dei department store statunitensi, siamo consapevoli dell'importanza di continuare a investire sul nostro prodotto. Fare fiere, oggi, significa essere organizzazioni di servizio, punti di riferimento per una comunità che si riunisce a Firenze su un tema specifico. Come facciamo noi con e-Pitti.com, la app Ready-to-Order e Decoded Fashion».

 

Anna Mazzer, head of marketing and digital di e-Pitti.com, ha snocciolato numeri e percentuali relativi all'ultima edizione della fiera digitale, che ha visto la partecipazione di 1.356 marchi nell'arco di 11 settimane, di cui 918 del menswear, 356 del bimbo e 73 dei filati, per un totale di 8.096 prodotti a catalogo e 108 Paesi di provenienza dei buyer. E che ha permesso di incrementare del 13% il bacino di compratori che intervengono alla fiera fisica.

 

«A guidare la classifica - ha sottolineato - sono stati gli italiani con il 59% delle visite, in crescita del 4% su Pitti Uomo, del 7,4% su Pitti Bimbo e del 23,8% su Pitti Filati. A seguire Giappone, Spagna, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Russia, Turchia, Francia e Corea del Sud, con il 32% delle visite provenienti da smartphone».

 

La grande scommessa, in questo momento, per la realtà da un milione e mezzo di euro di fatturato è la app Ready-to-order, lanciata nel gennaio del 2016, che comincia a dare i frutti attesi. «Sono 40 i brand che iniziano a usarla - ha raccontato Francesco Bottigliero, ceo di e-Pitti.com - e l'obiettivo è raggiungere quota 80 entro la fine dell'anno fiscale in corso. Un tool che costa solo 40 euro al mese, ma rappresenta un'importante soluzione per le piccole aziende e non solo, a giudicare dall'interesse manifestato da realtà più grandi e anche esterne al perimetro di Pitti».

 

«La nostra forza - ha proseguito - è l'agilità, in un panorama in cui operano aziende gigantesche. Un po' come confrontare una portaerei con un incrociatore veloce, che unisce tecnologia e creatività».

 

A riprova delle valenze della app, l'intervento di Alessandra Guffanti di Guffanti Concept Showroom, piattaforma specializzata nella distribuzione di moda, che ha scelto Ready-to-Order per il suo percorso di digital transformation: «Uno strumento agile, veloce e sicuro per proporre e vendere le aziende, ideale una realtà come la nostra. che gestisce circa 60 marchi tra uomo, donna e bambino. Abbiamo aumentato la velocità dei processi e li abbiamo resi più efficaci, per rispondere sempre meglio alle esigenze di mercato».

 

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