Digital e comunicazione

Arriva il Libro Bianco per mettere ordine nel web

«Una guida reale per spazi virtuali». Così è stato definito il Libro bianco sulla comunicazione digitale, presentato ieri, 27 giugno, a Milano: il frutto dello sforzo congiunto di otto associazioni di categoria, per garantire al mercato una maggiore conoscenza e una più rassicurante trasparenza del mondo del digital. Assenti dal tavolo gli Over the top, ma non si esclude il loro coinvolgimento.

 

Asscom, Fcp, Fedoweb, Fieg, Iab Italia, Netcomm, Unicom e Upa sono le associazioni che hanno concorso alla stesura del vademecum. Un pool di attori variegato - dagli investitori alle agenzie creative, dalle media agency agli editori, dalle concessionarie al mondo dell'e-commerce e dell'ad tech - che ha deciso di collaborare per fornire al mercato delle indicazioni utili a orientarsi in un settore in rapida trasformazione, non facile da approcciare. Un insieme di regole e consigli concreti per una comunicazione su Internet più consapevole.

 

Articolato in sei capitoli, il libro analizza gli aspetti chiave del mondo digital. Si parla dell'urgenza di fare progressi in materia di viewability, scegliendo società di misurazioni indipendenti e seguendo regole di ingaggio precedentemente stabilite prima di iniziare una campagna, di trasparenza di filiera, soprattutto nella sfera del programmatic advertising e di user experience, tema sempre più attuale in seguito alla diffusione degli ad blocker, ossia gli strumenti che permettono agli utenti di bloccare le inserzioni.

 

Ulteriori approfondimenti sono dedicati alle ad fraud, pratiche che generano traffico inefficace dal punto di vista pubblicitario, alla brand safety e alla brand policy, aspetti fondamentali per gli inserzionisti che vogliono essere certi che la propria pubblicità non compaia su siti contrari alla loro policy o che non sia affiancata a messaggi contrari.

 

Un capitolo è dedicato alla trasparenza degli investimenti pubblicitari, per dare una sintesi e un riferimento agli investitori che cercano informazioni attendibili, corrette e condivisibili, con un confronto tra i metodi adottati dalle società di misurazione attuali (Nielsen e Politecnico) e l'invito ad allargare il numero di soggetti che dichiarano i propri fatturati, in nome della trasparenza.

 

Presentata a Milano, la versione attuale del Libro Bianco (che sarà disponibile anche in inglese) sarà costantemente oggetto di revisioni e aggiornamenti, in considerazione della rapidità con cui evolve il settore. È allo studio un settimo capitolo, focalizzato sulla trasparenza d'uso dei dati personali, legato alle nuove regole sulla privacy a livello europeo, in procinto di entrare in vigore dal prossimo anno.

 

Al momento i super-big dell'online, gli Ott (Over the top), non hanno partecipato alla redazione del libro ma da quanto riferisce il presidente di Up, Lorenzo Sassoli de Bianchi, anche colossi come Google e Facebook avrebbero manifestato un'adesione di massima a molti dei punti.

 

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