Ex Unione Sovietica

Con il rublo ai minimi storici i buyer russi (ma non solo) acquistano di meno

L’ombra della crisi ucraina tocca anche theMicam e il Mipel, manifestazioni tradizionalmente frequentate dai compratori dell’ex Unione Sovietica. La moneta ucraina, la grivna, è praticamente fuori mercato, mentre il rublo è stato svalutato negli ultimi giorni del 20%. Anche la moneta kazaka ha perso il 20%. E l’effetto domino non sembra finire.

 

Oggi, nel primo giorno di apertura dei mercati dall'annuncio di Putin di inviare truppe in Crimea,la moneta russa ha registrato un nuovo record storico negativo: adesso al cambio occorrono 50,50 rubli per un euro e 36,85 per un dollaro. Finora non era mai stato superato il muro simbolico dei 50 rubli per la moneta europea. Per questo la banca centrale di Mosca è stata costretta ad alzare, pochi minuti dopo l’avvio delle contrattazioni, il tasso di interesse dal 5,5% al 7%.  

 

Una notizia che ha ulteriormente preoccupato i buyer russi e ucraini presenti a Milano non solo per le rassegne dedicate a calzature e borse per l’autunno-inverno 2014/2015, ma anche per effettuare gli ordini  dei flash di sfilata sempre per la prossima stagione fredda.

 

Secondo quanto risulta a fashionmagazine.it, in generale i compratori dell’ex Urss stanno riducendo gli ordini e in alcuni casi stanno annullando il flash moda delle sfilate. Inoltre, con la svalutazione in atto del rublo stanno avendo difficoltà a ottenere anche gli anticipi (in media del 30%) richiesti dai brand per mettere in produzione la merce. E buona parte delle aziende al momento non pare molto disponibile ad andare incontro alle mutate esigenze dei russi. Tra l’altro, diversi esperti concordano che la corsa al ribasso della divisa russa si arresterà  solo quando per un euro ci vorranno addirittura 60 rubli.

 

In Ucraina il mercato è pressoché bloccato: la gente entra con molta difficoltà nelle boutique del lusso e acquista con grandissima prudenza.

 

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