Eyewear in Italia

Occhialeria italiana: +7% l'export 2012. Ma i consumi interni non recuperano

Risultati in chiaroscuro per l'occhialeria italiana, che cresce e mantiene la bilancia commerciale in attivo (per 1,8 miliardi di euro) grazie all'export (+7%), ma segna il quinto anno consecutivo di trend negativo sul mercato interno. Si auspica, con il 2012, di avere raggiunto il punto minimo.

 

Trend e scenari sono stati illustrati oggi a Milano, nel corso della conferenza stampa di presentazione del 43esimo Mido, dal 2 al 4 marzo nei padiglioni di Rho-Pero. Come ha spiegato Cirillo Marcolin (presidente di Mido-Anfao, nella foto), nel 2012 la produzione del comparto ha raggiunto il valore di 2,8 miliardi di euro (+5,3%), anche se il numero di aziende è diminuito del 2,5% a 880 unità (+0,6% degli addetti, invece, grazie al contributo dei grandi gruppi, leader di settore).

 

Nell'export - salito del 7% a 2,6 miliardi e arrivato al 90% della produzione - hanno dominato le montature da sole (+5% a 1,7 miliardi), anche se le linee da vista hanno registrato l'accelerazione maggiore (+11%). L'Europa, che rappresenta una quota vicino al 50%, ha totalizzato un +4,9%, per effetto degli ottimi risultati di Germania e UK, contrastati dalla discesa in Grecia, Portogallo e Spagna. Le Americhe, con una market share che sfiora il 30%, hanno realizzato un +11%, mentre l'Asia, che acquista il 18% degli occhiali italiani, ha segnato un +7%. Sorprende l'andamento in alcuni mercati, anche se il loro peso non è ancora rilevanti: +61% la Cina, +28,5% il Brasile, +23% l'India e +20,6% l'Arabia Saudita. I consumatori italiani, invece, nel 2012 hanno acquistato il 4,5% in meno, per un valore totale di 963 milioni di euro.

 

Per il 2013 gli analisti stimano una ripresa fragile, legata all'espansione mondiale, che dovrebbe intensificarsi solo nel 2014. Sul fronte interno si auspica un governo stabile, per la prosecuzione di riforme strutturali in atto e l'avvio di altre. "L'occhialeria, intanto, continuerà a puntare sui mercati internazionali, sull'innovazione, sulla flessibilità e sulla capacità di competere", ha concluso Marcolin.

 

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