FILATI

Le “Impronte” di eccellenza al centro di Filo. E Squinzi si complimenta via video

“Esempi di successo come Filo sono la riprova che possiamo farcela”: con queste lusinghiere parole Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, ha voluto essere presente, seppur solo in un videomessaggio (a causa di impegni istituzionali), alla tavola rotonda di apertura della 39esima edizione del salone internazionale dei filati e delle fibre, di scena oggi e domani alle Stelline di Milano.

 

Squinzi ha parlato di imprese e lavoratori che quotidianamente mettono in quello che fanno passione, professionalità e tenacia, senza arrendersi mai: un concetto che è ritornato in vari interventi dell’incontro inaugurale della manifestazione.

 

Marilena Bolli, presidente dell’Unione Industriale Biellese, ha ricordato che, secondo i dati di Smi, il fatturato complessivo della filatura italiana è diminuito del 7% nel 2012, attestandosi a 3 miliardi di euro circa. Tuttavia, l’andamento del comparto è a macchia di leopardo: nel settore della filatura è avvenuta una forte ristrutturazione e le aziende che sono sopravvissute sono quelle che hanno già fatto investimenti importanti in termini di ricerca e innovazione, al fine di concentrasi su prodotti di alta gamma.

 

Questa, del resto, è anche la filosofia del salone Filo, il cui tema questa stagione è “Impronte”. “Dobbiamo rifarci ai valori del passato per proiettarci nel futuro: il nostro patrimonio è la nostra cultura industriale”, ha detto Bolli, sottolineando anche l’importanza di trasmettere ai giovani questo bagaglio di competenze attraverso la formazione e di sostenere i passaggi generazionali e pure la nascita di start up.

 

In tema di formazione, come esempio di eccellenza, ha citato il nuovo master in Management and Textile Engineering, un percorso realizzato da Città Studi e Liuc a Biella.

 

Pier Francesco Corcione, direttore dell’Unione Industriale Biellese, ha ricordato che la città piemontese, dal 12 al 14 giugno, ospiterà l’82esimo congresso mondiale della lana IWTO: una vetrina importante per il distretto.

 

Sono seguiti gli interventi dello stilista Massimo Crivelli e dell’imprenditore Roberto Rimondi. Il primo ha posto l’accento sull’importanza di scommettere sulla qualità e l’unicità, come unici antidoti al falso e come unica via per il successo delle nostre produzioni. Il secondo ha testimoniato l’ottima riuscita di un progetto come Italian Yarn per affrontare la vastità e la complessità del Far East: in questa collettiva, giunta alla sua seconda edizione lo scorso settembre, 18 filatori italiani si sono infatti presentati insieme nell’ambito di Spinexpo a Shanghai, ottenendo un riscontro oltre le aspettative.

 

 

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