Far East

E-commerce, hot topic alla 48esima edizione della Hong Kong Fashion Week

E-commerce come leva strategica per dare slancio alle realtà della moda di Hong Kong. Questa la tematica emersa di prepotenza alla recente edizione della Hong Kong Fashion Week, la numero 48, che ha visto la presenza di 15mila visitatori da 77 Paesi e regioni. Segnali di dinamismo anche dalla presenza di buyer dall'Italia, sottolineano gli organizzatori.

 

Come ha sottolineato Benjamin Chau, deputy executive director dell'Hong Kong Trade Development Centre (HKTDC),il settore moda si trova ad affrontare sfide immense in un contesto di incertezza politica ed economica e di vendite retail scarse. «Ciononostante - ha sottolineato - le aziende di Hong Kong sono versatili e, grazie allo sviluppo dell'e-commerce, possono cogliere l'occasione al volo per trovare nuovo slancio».

 

E ha proseguito: «All'edizione della manifestazione che si è appena conclusa, il numero di buyer da Italia, Iran, Germania e Israele è cresciuto sensibilmente. Ciò significa che i compratori in arrivo da alcune regioni non sono più così cauti negli acquisti e che il loro "sourcing sentiment" sta gradualmente risvegliandosi».

 

In generale, questo sentiment è stato più positivo fra i buyer provenienti dai mercati emergenti, sottolinea il comunicato diramato dagli organizzatori della manifestazione.

 

Come sempre, la rassegna ha ribadito il proprio ruolo di piattaforma di visibilità per giovani designer. Quest'anno l'HKTDC ha organizzato due Fashionally Collection show, dedicati a 14 talenti locali.

 

Takayuki Kubota, buyer del gruppo giapponese H.P. France, ha dichiarato di aver trovato collezioni valide in passerella e che sicuramente farà ordini da cinque a dieci outfit per marchio, anche perché gli stilisti sono disponibili ad accettare ordini per piccoli quantitativi di merce.

 

Grandi aspettative sono riposte nell'e-commerce, in un momento in cui le vendite online crescono esponenzialmente. Emblematico l'esempio del department store coreano Shinsegae, che ha aperto un e-shop per cogliere questa opportunità. Non a caso la buying manager Mae Hong si è recata per la prima volta al salone in cerca di camicie e maglieria per bambini e adulti, disponibile ad acquistare almeno 1.000 pezzi per capo, se soddisfatta della proposta.

 

Al tema delle vendite online è stato dedicato anche un seminario intitolato "Zalora: navigando l'onda delle vendite omnichannel", dedicato alla case history di Zalora, fashion e-tailer di punta in Asia, con una presenza a Hong Kong, in Australia, Taiwan, Malesia, Brunei, Singapore, Filippine e Indonesia, e un sito web da 30 milioni di visite ogni mese.

 

«La localizzazione è l'elemento chiave per Zalora - ha sottolineato l'head of acquisition della piattaforma, Giovanni Maria Musillo -. Il sito è declinato in diversi linguaggi e interfacce per adattarsi alle esigenze dei diversi mercati. Ci assicuriamo anche che i consumatori dai diversi Paesi possano effettuare i pagamenti in modo efficiente».

 

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