Fibre naturali

Cotton Council International presenta il cotton market outlook

Dopo cinque anni consecutivi di surplus, per il 2015/16 è probabile un deficit della produzione mondiale di cotone, rispetto ai consumi globali, nonché un calo degli stock. Sui prezzi, attualmente stabili, pesano diverse incognite, dicono dal Cotton Council International.

 

In questi giorni i portavoce dell'ente no profit che promuove il cotone americano con il brand Cotton Usa - Allen A.Terhaar, Vijay Palaparty e Stephanie Thiers-Ratcliffe - stanno incontrando la stampa italiana ed europea per fare il punto della situazione sulla fibra naturale, prezioso alleato della moda, e per spiegare le strategie volte a supportare la produzione americana (nella foto, la nuova campagna mondiale "I love my cotton").   

 

Dopo la discesa dei prezzi della scorsa primavera estate, il valore del cotone si è stabilizzato (in base al Cotlook A Index, intorno ai 70 cent per libbra). Rispetto ai picchi raggiunti circa cinque anni fa, è diventato molto più conveniente per le manifatture. Sui valori futuri però, come segnalano dal Cotton Council International, gravano incognite come le vendite delle consistenti riserve cinesi e le importazioni da parte della Repubblica popolare, l'andamento dei prezzi della produzione indiano e il clima nell'ovest del Texas, che sta evidenziando livelli eccezionali di siccità.

 

Il più importante produttore mondiale della commodity tessile è la Cina (27% del totale), seguita da India (24%) e Stati Uniti (14%, realizzato da circa 19mila produttori). I maggiori utilizzatori sono Cina (35%), India (20%) e Pakistan (10%).

 

In termini di volumi esportati, spiccano gli Usa con una quota del 29%, seguiti da India (19%) e Australia (10%). Un primato, quello americano, che non è un caso: il cotone locale, come spiegano dal Cotton Council International, sintetizza concetti quali qualità, purezza e sostenibilità, che si stanno diffondendo sempre di più attraverso il marchio Cotton Usa.

 

A oggi sono 16 le aziende partner licenziatarie che utilizzano il brand in Italia, tra le quali Zucchi, Bassetti, ma anche Original Marines, con cui è stata appena lanciata una nuova campagna di comunicazione: "Cotton lovers. Perché chi ama il cotone merita il meglio". Nel 2014 i capi marchiati Cotton Usa nel nostro Paese hanno raggiunto i 9,9 milioni. Questo mentre gli italiani stanno diventando sempre più interessati a ciò che indossano. Infatti, secondo il Global Lifestyle Monitor, il 63% di loro si preoccupa delle fibre, il 77% controlla sempre l'etichetta e il 50% ritiene che l'abbigliamento migliore sia quello al 100% in fibre naturali. Inoltre è il 70% a preferire di indossare capi in cotone o mischie.

 

Il Cotton Council International punta a sensibilizzare anche l'industria della moda, dialogando con differenti target, dai più visionari al mondo della moda etica, facendo leva sui concetti di sostenibilità e di materia prima naturale e rinnovabile.

 

stats