GLOBAL INVESTMENT ATLAS 2018 DI CUSHMAN & WAKEFIELD

Investimenti immobiliari: Asia trainante, Londra più forte della Brexit

Secondo il Global Investment Atlas 2018 di Cushman & Wakefield, l'anno scorso gli investimenti immobiliari a livello globale hanno raggiunto gli 1,62 trilioni di dollari, contro gli 1,43 trilioni del 2016, con l'Asia in pole position. Per il 2018 si profila un'ulteriore crescita. Alla voce retail, il segmento più dinamico sono le high street.

 

Secondo quanto precisano gli esperti della società di servizi immobiliari, gli investitori dell'Estremo Oriente hanno infatti rappresentato oltre la metà del capitale complessivamente investito e il 46% di tutte le attività cross-border.

 

«Il continuo incremento delle fonti di capitale nella regione asiatica - si legge nel rapporto - fa prevedere un periodo caratterizzato da una loro presenza predominante».

 

Gli investitori globali dell'Apac (Asia Pacifico) hanno rafforzato la propria esposizione nella maggior parte dei mercati, con la sola eccezione degli Stati Uniti: in quest'area una serie di fattori legati al mercato, all'incertezza sulle politiche americane e al controllo dei capitali domestici in Cina hanno portato a un calo delle attività.

 

Le perdite in Nord America hanno favorito l'Europa, dove gli investimenti provenienti da fonti asiatiche hanno messo a segno un +96% durante il 2017, grazie soprattutto a una serie di transazioni su larga scala, tra cui l'acquisizione di piattaforme fondamentali per la realizzazione del progetto Belt and Road cinese.

 

Stringendo l'obbiettivo sull'Italia, si nota che il 2017 è stato il quinto anno consecutivo in cui si è registrato un progresso dei volumi di investimento: con un valore di circa 11,3 miliardi di euro (+18% su base annua), è stata superata la cifra record del periodo pre-crisi, pari a 10,8 miliardi nel 2007. Si stima che l'andamento positivo continui nell'anno in corso.

 

Se gli uffici si sono confermati il settore di riferimento per gli investimenti globali, con circa il 40% del totale, il retail si ferma al 20% ma trova un asset fondamentale nel segmento high street. In corsa veloce la logistica, che ha quasi triplicato il volume delle transazioni, con circa 1,5 miliardi di euro, ossia il 13% del totale.

 

«Contrariamente alle aspettative di chi sosteneva che il populismo europeo e americano avrebbe portato a un approccio più cauto da parte degli investitori e a un rafforzamento delle acquisizioni domestiche - sottolineano da Cushman & Wakefield - si è assistito a una riduzione degli investimenti locali, sia in Europa che nel Nord America». L'aumento globale degli investimenti domestici è stato guidato esclusivamente dalle acquisizioni nel settore residenziale nell'Asia Pacifico (+39,9%).

 

Sono gli Usa il target principale degli investitori internazionali, seppure con valori in contrazione (-6,9%), mentre a livello regionale l'Europa è significativamente cresciuta, attraendo il 50% dei capitali oltreconfine.

 

A livello di città, Londra si conferma la destinazione più ricercata: l'attrattività della città nel lungo periodo non è stata più di tanto scalfita dai timori sulla Brexit e il calo della sterlina è un punto a favore della capitale britannica.

 

Oltre al Regno Unito, la Germania si è posizionata tra i mercati più richiesti del Vecchio Continente, anche se la limitata offerta di prodotto ha spesso lasciato insoddisfatto chi era pronto a investire.

 

Il Medio Oriente ha risentito delle conseguenze dei disordini politici. Quanto all'America Latina, benché uscita dalla recessione, ha incassato un -29% negli investimenti immobiliari provenienti dal Nord America.

 

Tutt'altro scenario in Cina, che ha confermato il proprio predominio, con Pechino che ha superato Shanghai, il mercato più richiesto del 2016: per la Repubblica Popolare si parla di un volume di investimenti aumentato nel 2017 del 105%.

 

«Il mercato immobiliare globale - sintetizza Carlo Barel di Sant'Albano, chief executive del dipartimento Global Markets & Investor Services di Cushman & Wakefield - ha ottenuto l'anno scorso una performance eccezionale, con un forte rialzo dei volumi e valutazioni in aumento. Questo ha determinato un impulso positivo che, insieme all'equilibrio tra prezzi, domanda e offerta, fa prevedere buoni risultati per il 2018».

 

«A fronte delle difficoltà nel reperire il prodotto - prosegue - si delinea un lieve aumento dei volumi investiti globalmente, grazie a una maggiore attività di sviluppo e a un incremento dei profitti e dell'attività delle imprese».

 

David Hutchings, head of Emea Investment Strategy di Cushman & Wakefield, traccia un quadro degli elementi positivi e negativi che influiscono sul mercato delle transazioni immobiliari: da un lato si assiste a un soddisfacente stato dell'economia e a una generale ripresa, mentre un fattore frenante potrebbero essere le guerre commerciali, «anche se con il forte impulso economico che incoraggia gli investimenti nelle imprese, il ciclo di mercato potrebbe allungarsi ed essere ulteriormente stimolato dall'adozione di nuove tecnologie e nuove modalità di lavoro» (nella foto da Pixabay, grattacieli a Pechino).

 

stats