GLOBAL LIFESTYLE MONITOR

Cotton Usa: in Italia shopping attento al prezzo, ma anche esigente e sempre più digital

Torna l'appuntamento con il Global Lifestyle Monitor. Giunto alla nona edizione, l'osservatorio a cura di Cotton Usa sulle abitudini d'acquisto in fatto di abbigliamento e biancheria per la casa evidenzia alcuni fattori chiave, anche contraddittori, per quanto riguarda gli italiani: cercano il prezzo basso ma anche la qualità, guardano più alla sostenibilità che al marchio. E stanno prendendo gusto ad acquistare online.

 

Per i nostri connazionali comprare abbigliamento deve essere innanzitutto un piacere. Secondo la ricerca realizzata per Cotton Usa da Ipsos Public Affairs, prendendo in esame 1.002 uomini e donne fra i 15 e i 54 anni, tre italiani su quattro considerano piacevole questo passatempo e il 34% preferisce i vestiti all'elettronica di consumo (23%) e alle scarpe (16%).

 

Il piacere aumenta, se abbinato al risparmio. Il 95% dei consumatori della Penisola fa shopping durante i saldi o le promozioni e, tasto dolente, più di uno su tre è disposto a sacrificare la qualità se il costo è inferiore: una tendenza cresciuta negli ultimi otto anni.

 

Tuttavia, nove su dieci non comprano a scatola chiusa: controllano minuziosamente l'etichetta e nella stragrande maggioranza dei casi (91%) non transigono sul comfort. Coloro che cercano abiti eco-friendly (57%) sono di più rispetto a chi guarda al marchio (sotto il 50%). Il 70% definisce il cotone «fibra più sicura per l'ambiente», seguito da lana (69%) e seta (65%).

 

L'ispirazione all'acquisto nasce dalle altre persone (70%), dai negozi (66%) e dai media, in particolare legati a Internet (30%), con una nutrita schiera di uomini (71%) disposti a lasciarsi guidare dalle proposte viste sui siti di e-commerce, contro il 53% di donne.

 

Il Global Lifestyle Monitor del marchio che identifica i capi a base di cotone americano dedica un focus alle vendite in Rete, un'abitudine sempre più frequente anche tra gli italiani: nonostante solo il 9% compri abbigliamento sul web, si tratta di una percentuale doppia rispetto al 5% del 2014.

 

Per il 43% del campione gli acquisti online scaturiscono dalla visita ai portali di e-commerce (nel 2012 ci si fermava al 37% e nel 2014 al 40%), oppure ai siti dei marchi (31%), oltre che dai motori di ricerca (23%) e dalle app (23%).

 

La navigazione dà suggerimenti sui capi e gli abbinamenti: non solo attraverso gli e-store, ma anche nei social (33%). Sono più le donne ad acquistare online rispetto agli uomini, ma senza lasciarsi andare all'istinto: il 69%, contro il 63% dei maschi, si informa a fondo sulle taglie e il 58% ammette che è o sarebbe importante toccare gli indumenti (sul côté maschile ci si ferma al 53%).

 

In generale, si tende a documentarsi sulla vestibilità (62%) e si considera determinante poter visionare i dettagli (61%).

 

L'e-commerce, dunque, è sempre più di moda ma non mancano le remore: il 60% degli interpellati si rammarica di non poter provare i modelli (da notare che questa preoccupazione riguarda solo il 39% dei tedeschi), il 48% è frenato dai costi di spedizione, il 46% dalle condizioni di reso, il 44% dall'effettiva qualità di ciò che sta acquistando. Un fattore, quest'ultimo, verso il quale i cinesi sono molto più sensibili di noi, visto che il 90% dichiara di prestarci una notevole attenzione.

 

Che spendano offline oppure online, il 62% degli italiani secondo l'analisi di Cotton Usa è convinto del fatto che il cotone, puro o in mischia, sia la fibra più indicata per interpretare la moda attuale. Inoltre, sette persone su dieci (73%) preferiscono che i capi indossati più spesso siano fatti con questo materiale.

 

I tre best seller in cotone sono i jeans (89%), le T-shirt (83%) e la biancheria intima (73%).

 

 

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