GRUPPO PRADA

Patrizio Bertelli a tutto campo al Luxury Summit del Sole 24 Ore

Lo ha premesso fin dall'inizio: “Farò una dichiarazione più che da industriale, di carattere sociale e politico”. E infatti l’a.d. del Gruppo Prada ha esposto - tra gli applausi - il Bertelli-pensiero su costo del lavoro, giovani, ferie, burocrazia, aumento dell’Iva ma anche sulla situazione del turismo in Italia e sul pericolo della concorrenza cinese.

 

Si parla tanto di giovani - ha esordito - ma assumerli vuole dire introdurre persone che non sanno lavorare e che vanno condotte a imparare il mestiere; le aziende devono avere l'opportunità o una mole tale di lavoro da poterselo permettere. E al momento molte di quelle italiane non hanno abbastanza lavoro”.

 

Secondo punto del cahier de doleance di Bertelli, il costo del lavoro troppo alto e retribuzioni troppo basse: “Siamo tutti consapevoli della progressiva perdita di potere d’acquisto. Lo Stato deve ridurre il prelievo sul lordo dello stipendio del 10% per far ripartire i consumi interni. Minimo il 10%, ma dovrebbe essere il 20% per essere reale”.

 

Poi Bertelli ha lanciato una proposta: "Ridurre le vacanze: è la soluzione per far guadagnare di più i lavoratori e probabilmente assumere nuovo personale a cui trasferire know how. Sei settimane di ferie sono un'enormità: noi abbiamo già concordato coi sindacati un taglio di una settimana".

 

Il j’accuse di Bertelli, è proseguito con un duro attacco ai costi della burocrazia statale. "In Italia l'industria produce risultati, che la burocrazia li butta dalla finestra”. In questi sprechi, secondo Bertelli, il Governo può trovare i soldi per evitare di aumentare l'Iva, che sarebbe “una sciagura nazionale".

 

L’imprenditore ha affrontato anche il tema del turismo, una situazione che ha definito “disastrosa": "Come possiamo - ha detto - parlare di turismo se non abbiamo neanche risolto il problema di Malpensa e degli aeroporti. Non ci sono voli diretti, gli hub internazionali sono Francoforte, Parigi e Londra". Anche in questo caso l’amministratore delegato di Prada se l’è presa con la politica che non hai mai affrontato il turismo con una visione strategica.

 

Bertelli ha anche messo in guardia i colleghi imprenditori: “Mentre in Europa e negli Stati Uniti i nostri concorrenti hanno dimostrato di non avere la manualità per sfidare la qualità made in Italy, i cinesi potrebbero imparare in fretta a fare prodotti di lusso”.

 

Dulcis in fundo, il numero uno di Prada ha raccontato la sua prima azione da vice presidente vicario della Camera della moda. “Ho scritto una lettera personale a tutti i ristoranti nel centro di Milano, invitandoli a restare aperti nel week end delle sfilate”. Per rilanciare Milano, occorre partire anche da questo.

 

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