GUEST NATION A FIRENZE

La Turchia a Pitti, tra creatività e voglia di crescere

 

Hanno nomi per noi quasi impronunciabili, che però potrebbero diventare presto noti sia agli addetti ai lavori, sia al grande pubblico: sono gli stilisti provenienti dalla Turchia, guest nation a Pitti Uomo e Pitti W, che si sta ritagliando un ruolo sempre più significativo nello scacchiere internazionale del settore moda.

 

All’interno di una location ad hoc, la Sala della Scherma in Fortezza, sono di scena le collezioni di Niyazi ErdoğanHatice GökçeEmre ErdemoğluZeynep Tosun, Aslı Filinta (nella foto dal profilo Facebook, un suo modello), Elif Cığızoğlu e Deniz Kaprol, insieme agli accessori di Rumisu. Si aggiungono agli altri espositori provenienti dal Paese incuneato a metà tra Europa e Asia, presenti nelle varie sezioni: nomi come LTB, Avva, Hatem Sayki, Kigili e Ramsey, solo per citarne alcuni.

 

Il focus di Pitti sulla Turchia nasce da una collaborazione tra Pitti Immagine e Itkib (Istanbul Textile and Apparel Exporters' Association) e racchiude una serie di storie interessanti: per esempio quella di Hatice Gökçe, 38enne che fin da giovanissima ha coltivato la passione per il fashion, ottenendo già nel 1998 un premio come miglior stilista turca del menswear, mentre Niyazi Erdoğan, classe 1978, reinventa il casual alla luce del suo interesse per l'architettura.

 

Aslı Filinta è il classico esempio di contaminazione tra cultura locale e occidentale (ha fondato la sua label a New York cinque anni fa) e anche Elif Cığızoğlu sintetizza nella modernità delle sue creazioni il proprio dna, la formazione a Parigi e l'esperienza a New York. Emre Erdemoğlu - artefice del brand The Glider, ispirato al visionario aviatore Otto Lilienthal - si è fatto notare nel 2012 al concorso Mittelmoda, aggiudicandosi il premio messo in palio dalla Camera della Moda.

 

Quanto a Zeynep Tosun, nonostante i soli 32 anni può contare su una solida esperienza, all'insegna di un legame speciale con l'Italia, dove ha studiato (alla Marangoni) e ha collaborato, tra gli altri, con Philosophy di Alberta Ferretti.

 

Infine, Deniz Kaprol e Rumisu: se Kaprol è attiva nel mondo dei gioielli, che interpreta in modo molto personale, dietro la label Rumisu ci sono due sorelle di Istanbul, Deniz e Pinar Yegin, artefici di proposte - in particolare stole, scialli, sciarpe - realizzate con criteri sostenibili, un omaggio al made in Turkey più autentico. Si tratta di personaggi per lo più giovani, emblema di una Turchia che si sta evolvendo e che anche attraverso i conflitti, come quelli di cui si parla in questi giorni, esprime una potente voglia di cambiamento.

 

Come comunica Itkib, nel 2012 l'export di tessili turchi è stato pari a 7,8 miliardi di dollari, una cifra che sale a 15,8 miliardi nel caso dell'abbigliamento, con un 15,5% complessivo sul totale. Proprio per quanto riguarda l'apparel, nel 2011 il Paese di Erdogan occupava il sesto posto tra le nazioni esportatrici.

 

Nel 2023 si celebrerà il centenario della repubblica e l'obiettivo da raggiungere in vista di questo traguardo è ambizioso: indirizzare oltrefrontiera abbigliamento per 60 miliardi di dollari e tessili per 20 miliardi.

 

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