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I brand della moda e del digital a caccia di internazionalizzatori del made in Italy

Nel 2016 è boom di richieste per manager specializzati nello sviluppo estero dei marchi del made in Italy, in particolare nel lusso e nel digitale: lo rivela Technical Hunters, società di ricerca e selezione di personale, che ha registrato una crescita del 30% nelle richieste di International business developer o “internazionalizzatori d’impresa”.

 

«Il fenomeno interessa tutti i principali settori del made in Italy e riguarda principalmente l’area dell’Europa centrale, Germania in primis, gli Stati Uniti e il Far East - spiega Emanuele Franza, senior manager di Technical Hunters -. Le aziende sono alla ricerca di professionalità di tipo commerciale che però non si occupino di vendita diretta, bensì di aprire nuovi mercati e di sviluppare il loro brand».

 

La maggiore richiesta di internazionalizzatori viene da piccole e medie imprese italiane, che vedono nell’export la possibilità di ampliare il proprio giro d’affari o di ripartire dopo una fase di stagnazione, e operano principalmente nei settori Fashion & Luxury (30%), Digital & New Media (30%). Seguono a distanza Packaging (20%), Automotive (10%) e Food & Beverage (10%).

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