INAUGURAZIONE DI PITTI UOMO

Il governo Letta fa sperare la moda (e Firenze)

 

Il G8 in corso in questi giorni in Irlanda tra i potenti della terra diventa protagonista anche a Firenze e in particolare a Pitti Uomo, con un giudizio a caldo di Carlo Calenda, viceministro per lo Sviluppo economico, sul via libera all’accordo bilaterale di commercio Europa-Usa. “Secondo le stime che abbiamo elaborato - ha detto Calenda - per il tessile-abbigliamento italiano potrà significare un aumento dell’export del 18%, con un impatto migliore rispetto a tutti gli altri settori”.

 

Gli imprenditori-espositori che questa mattina hanno assistito alla conferenza di inaugurazione dell’84esima edizione della manifestazione fiorentina si sono visti recapitare un po’ a sorpresa questa buona notizia da parte dell’esponente del nuovo governo Letta.

 

"L’Italia sarà il primo beneficiario in Europa per l’abbattimento delle barriere - ha anticipato Calenda -. Oggi si affronta il mercato Usa con grandi difficoltà di ingresso nel tessile e nella pelletteria: l’accordo avvantaggerà i comparti tradizionali, in primo luogo proprio il tessile-abbigliamento”.

 

Ma i buoni propositi per il fashion non si fermano qui secondo il viceministro, che ha aggiunto: ''Tutte le attività a corredo di Pitti sono da rafforzare: il governo stanzierà dei fondi, avrà grande attenzione”.

 

Il primo a compiacersi di questa posizione fattiva è stato il sindaco di Firenze Matteo Renzi che, presente al taglio del nastro della kermesse fiorentina, ha assicurato di aver discusso con il presidente del Consiglio della centralità di Pitti per il Paese e che non esclude la presenza di Letta a gennaio in Fortezza: “Potrebbe essere il primo premier a inaugurare Pitti”, ha ipotizzato.

 

Prima degli interventi di Calenda e Renzi è toccato a Gaetano Marzotto fare gli onori di casa. “L’Italia – ha dichiarato il presidente di Pitti Immagine - deve diventare la Florida d’Europa. Dobbiamo studiare un progetto per il turismo residenziale, in modo da riempire il nostro meraviglioso Centro-Sud di scandinavi, centro-europei, asiatici che vengano da noi ad apprezzare l’italian style”.

 

Tutto questo perché, come ha spiegato Marzotto, anche i compratori che intervengono in  Fortezza “non vogliono comprare solo un bel prodotto con un buon rapporto qualità-prezzo, ma puntano anche ad acquistare l’esperienza del vivere italiano. Dobbiamo fare sistema”.

 

Per quanto riguarda la domanda interna (tallone d’Achille del tessile-abbigliamento, che come si sa registra un export in ascesa), il numero uno di Pitti Immagine ha concluso: “Questo governo ha varato misure che, nei limiti del possibile, indicano la strada giusta: ma probabilmente non sono sufficienti per riattivare i consumi interni. È necessario dare più potere di acquisto alla gente e non è possibile che ci sia un cuneo fiscale così alto” (nella foto di F. Guazzelli, da sinistra, Stefano Ricci, presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana, Carlo Calenda, Gaetano Marzotto e Matteo Renzi stamattina durante l'inaugurazione).

 

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