INIZIATIVE E BILANCI

Première Vision: di ritorno dalla Cina, rafforza la partnership con Hyères

Première Vision rafforza il proprio ruolo di talent scout, sponsorizzando il Gran Premio della Giuria del Festival di Hyères, che per l'occasione si trasforma in Première Vision Grand Jury Prize. Intanto gli organizzatori fanno il punto sulla recente edizione di Première Vision Shanghai e Denim by Première Vision Asia.

 

L'intesa tra Première Vision e il contest sui creativi emergenti, il cui prossimo appuntamento è fissato nella cittadina della Costa Azzurra dal 26 al 29 aprile, è iniziata due anni fa, consentendo ai finalisti del concorso di ottenere non solo un supporto economico, ma anche una speciale visibilità all'omonima rassegna parigina e all'interno sia di Expofil che di ModAmont, vetrine rispettivamente dei filati e degli accessori tessili. Stavolta, il vincitore del Première Vision Grand Jury Prize avrà modo di presentarsi sia all'evento nella capitale francese, sia alla trasferta newyorkese, fissata il 22 e 23 luglio.

 

Non è escluso che arrivi il momento in cui al new talent di turno sarà offerta la possibilità di incontrare buyer e altri addetti ai lavori di un mercato dove Première Vision è sotto i riflettori due volte l'anno, la Cina: qui, gli scorsi 20 e 21 marzo, sono andati in scena Première Vision Shanghai e Denim by Première Vision Asia (la prima e unica esposizione nel suo genere sul territorio del Far East), con un'affluenza rispettivamente di 2.575 e 2.335 operatori, cifre che lo scorso ottobre erano pari, rispettivamente, a 3.261 e 2.804 unità. Il confronto con un anno fa, che sarebbe più corretto trattandosi di stagioni analoghe, risulta difficile, perché la location era Pechino, fino ad allora utilizzata in alternanza con Shanghai.

 

Il direttore dei saloni internazionali di Première Vision, Guglielmo Olearo, mette a tacere i nostalgici della "vecchia" impostazione, sottolineando come la scelta di puntare sulla capitale "morale" della Repubblica Popolare in qualità di sede permanente sia stata "accuratamente studiata: questa città rappresenta tutto ciò che è glamour". Ma c'è chi, come i portavoce di Candiani, auspicherebbe un'internazionalità maggiore: un'osservazione condivisa da Barbara Gnutti di Itv, che tuttavia riconosce l'importanza, in questo momento, di presidiare un'area in crescita. "I cinesi - ribadisce - continuano a cercare il made in Italy".

 

Sia per le proposte moda, che per quelle per il jeanswear, sono state allestite in fiera le cosiddette "box", piccole aree a tema con una panoramica generale sui prodotti esposti, in modo da facilitare le scelte dei compratori. Da segnalare, in particolare, la "stripe box" sulle righe, con le scarpe da tennis di Bensimon appese a un filo, ognuna a rappresentare una gamma di colore differente.

 

Al denim è stata dedicata una “black box” d'impatto molto forte come lo è quello dei jeans che, stretch, colorati e con varie fantasie, entreranno negli armadi anche dei cinesi a partire dalla prossima stagione calda. Un notevole interesse è stato suscitato dai seminari, al ritmo di tre al giorno, volti a discutere e approfondire le tendenze della primavera-estate 2014.

 

 

 

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