LE SCOMMESSE DI MILANO

CityLife: stop al museo, ma più investimenti per l'ex Palazzo delle Scintille

 

Il clima di austerity non risparmia il progetto CityLife nel capoluogo lombardo, che deve fare a meno del museo di arte contemporanea e, forse, di due su tre grattacieli ideati dalle archistar internazionali. Ma per la moda c'è una buona notizia, il potenziamento degli investimenti per il restauro dell'ex Palazzo delle Scintille.

 

L'edizione odierna de La Repubblica dedica ampio spazio alle decisioni prese ieri in consiglio comunale a proposito dell'area della vecchia Fiera, al centro di un imponente piano di riqualificazione che, a causa della crisi, viene ridimensionato.

 

È stato infatti congelato il museo di arte contemporanea che avrebbe dovuto diventare il "Guggenheim" lombardo, il cui progetto era stato affidato a Daniel Libeskind: i 45 milioni di euro relativi agli oneri di urbanizzazione, già pagati da CityLife, saranno destinati ad altre opere pubbliche. Pare che tra queste ci sia il remake up dell'ex Palazzo delle Scintille - sede del nuovo salone Super, frutto di un'intesa tra Fiera Milano e Pitti Immagine, e candidato a diventare un polo di moda e cultura -, che secondo quanto riporta il quotidiano dovrebbe beneficiare di 27 milioni, 19 in più rispetto a quanto previsto inizialmente. A sua volta, l'ex velodromo Vigorelli si avvarrebbe di 18 milioni (contro i 12 inizialmente stabiliti), per diventare un polo sportivo all'avanguardia. Altre somme serviranno a supportare i lavori della metropolitana M5 e per altre iniziative al servizio della città.

 

Un punto interrogativo pesa sullo skyline che, tante volte, è stato pubblicato in questi anni su brochure, siti e giornali: non è escluso che le tre torri - quella "storta" dello stesso Libeskind, quella "sinuosa" di Zaha Hadid e il "parallelepipedo" di Arata Isozaki - si riducano a una. Solo l'edificio disegnato dall'architetto giapponese, futura sede di Generali, avrebbe infatti chance per essere terminato, ma per ora il condizionale è d'obbligo. Tutto intorno, al posto delle "nuove cattedrali" del design di lusso, si insedierebbero aree verdi.

 

 

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