Luxury Market

Altagamma: nel 2016 il lusso cresce meno del previsto

Oggi, 24 maggio, Fondazione Altagamma ha presentato a Milano un aggiornamento sull’andamento del lusso. Le previsioni per il 2016 sono meno positive rispetto a quelle di sei mesi fa: si stima una performance simile al 2015 tra lo 0& e il +2% (a cambi costanti). 

 

Il primo trimestre dell’anno chiude con un +1%. In crescita Giappone ed Europa, stabili Asia e America, mentre le categorie più performanti si confermano gli accessori in pelle e il beauty.

 

«Già da qualche tempo parliamo di un mercato del lusso all’insegna del “new normal”, che pare abbia creato delle reazioni “abnormal” visti gli avvicendamenti di ceo e stilisti in diverse aziende del lusso» premette Armando Branchini, vice presidente di Fondazione Altagamma.

 

«La realtà è che adesso l’industria del lusso dopo 30 anni di crescita, nell’ordine dell’8-10% annuo, deve fare i conti con grandi cambiamenti in atto - spiega  Branchini -. È indispensabile che si imbocchino nuove strade per cogliere nuove possibilità di sviluppo».

 

«Il mercato dei beni personali di lusso, che nel 2015 si è attestato su un valore di 253 miliardi di euro, con un +13% a tassi correnti  (+1% a tassi costanti), attraversa una fase di consolidamento» sottolinea Claudia D’Arpizio, partner di Bain & Company e autrice del Monitor Altagamma sui Mercati Mondiali.

 

«Tutti gli occhi - aggiunge - sono puntati di nuovo sulla Cina, Paese chiave nel guidare un trend di rilancio mondiale e sulla ripresa degli Usa dove attualmente il consumo locale non riesce a controbilanciare l’assenza dei turisti».

 

«Il cambiamento nei trend di consumo, dalle diverse rotte turistiche al risveglio dello shopping locale in Europa - prosegue D’Arpizio - guideranno il mercato verso una crescita moderata nei prossimi anni. Lo scenario futuro sarà inevitabilmente definito dalle decisioni strategiche dei brand».

 

Mentre customer strategy, branding, omnichannel e pricing rimangono in cima alle agende dei ceo, «è indispensabile implementare value proposition "localmente globali" e sviluppare, far crescere e non ultimo mantenere i migliori talenti, per vincere in un mercato sempre più sfidante», precisa D’Arpizio.

 

Secondo il Monitor, il mercato proseguirà nei prossimi cinque anni a un tasso medio annuo del +2-3%, guidato principalmente dalla Cina e dai consumatori cinesi, che si prevede rappresenteranno circa il 34% dei consumi nel 2020, trainati da oltre 40 milioni di nuovi clienti, principalmente della classe media.

 

La ripresa dei consumi locali come risposta alle strategie dei brand volte a riguadagnare consenso nei mercati maturi sarà un ulteriore volano allo sviluppo.

 

Anche il Consensus Altagamma, elaborato quest’anno in collaborazione con 27 analisti internazionali, ha rivisto al ribasso le previsioni per il 2016.

 

L’Asia, il Nord America e l’America Latina sono previsti stabili. In aumento deciso invece il Giappone  (+5%,), più moderata l’Europa (+2%) e, a seguire, Medio Oriente e resto del mondo (+1%).

 

Accessori (soprattutto pelletteria e calzature) e prodotti beauty (profumi e cosmetica) si confermano i comparti in migliore salute (+4%). Il business dell’abbigliamento aumenterà dell’1%, mentre l’art de table e l’hard luxury (orologi e gioielli) chiuderanno in parità.

 

«È vero che le crescite anno su anno sono sempre più moderate - conclude Branchini - ma le prospettive dell’economia mondiale ci impongono d'ora in avanti di valutare il mercato di alta gamma confrontandolo con tutti gli altri settori industriali, piuttosto che con le sue stesse performance del passato. E da questo paragone emerge che il lusso va meglio di quasi tutti gli altri comparti».

 

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