Luxury

Osservatorio Altagamma: nel 2014 il lusso crescerà del 4-6%

Quest’anno il settore del lusso continuerà a crescere, tra il 4  e il 6%, anche se con tassi lontani da quelli a doppia cifra che avevano caratterizzato il mercato dal 2009 al 2012. I valori sono influenzati dalla fluttuazione delle valute e dall’apprezzamento del super euro. Cina e Russia rallentano.

 

Oggi, 19 maggio, a Milano all’aggiornamento dell’Osservatorio Altagamma si è  fatto il punto sulla performance del business del lusso. Secondo l’Altagamma Consensus, basato sulle previsioni di 16 analisti internazionali del settore, il 2014 crescerà intorno al 6% a tassi costanti, in modoanalogo al 2013.

 

«In particolare - ha commentato Armando Branchini, vice presidente di Altagamma e autore del Consensus - è previsto un incremento del 9% per il Giappone, dell’8% per il Medio Oriente, del 7% per l’Asia, del 6% per le Americhe, del +4% per l’Europa, mentre per il resto del mondo si stima un incremento del +7%. Accessori, gioielli e orologi saranno le categorie più performanti (+6%), seguite da abbigliamento (+5%).L’Ebitda medio delle imprese dovrebbe aumentare di 7 punti percentuali rispetto al 2013».

 

Come conferma anche il  “Monitor Altagamma sui Mercati Mondiali“, realizzato  in collaborazione con Bain & Company, il mercato va verso una maggiore maturità e stabilizzazione con un trend di continuità in termini reali: nel 2013 la crescita è stata del +6,5% a cambi costanti (+2% a cambi correnti).

 

«Stiamo entrando - ha spiegato Claudia D’Arpizio -in una nuova fase per il settore che definirei “new normal”, perché evidenzia uno stato di normalità: l’assenza nel breve periodo di fenomeni esplosivi com’è stata la Cina negli anni scorsi e, allo stesso tempo, una maggiore capacità reattiva alla crisinei mercati maturi danno luogo a una crescita più stabile e sana, tra il 4% e il 6% a cambi costanti, nei prossimi anni».

 

Il primo trimeste 2014, ha precisato D’Arpizio, è allineato alla performance del 2013, con un incremento reale intorno al 6%, ridotto al 2-3% dall’impatto dei cambi.

 

Sul fronte dei mercati, gli Stati Uniti sono un rinnovato motore di crescita, mentre l’Europa è sostenuta soprattutto dallo shopping degli stranieri, nonostante gli acquisti dei russi siano in calo sia sul mercato domestico sia nelle maggiori città  del Vecchio Continente.  

 

Il Giappone mostra una consistente crescita reale ma con un effetto cambio negativo che non accenna ad attenuarsi. Poco dinamica la Cina mainland, bene Hong Kong e Macao, ancora  problematica la Corea del Sud, mentre il Sud Est Asiatico vive un periodo particolarmente dinamico, con l’Indonesia in prima fila.

 

«In sintesi - ha concluso Branchini -  assistiamo a un mercato sempre meno riconducibile alle geografie e sempre più guidato da flussi di consumo e segmenti dei consumatori influenzati dal turismo, da comportamenti insiti nelle diverse nazionalità, e da fluttuazioni dei tassi di cambio che spostano i luoghi più appealing per lo shopping». (Nella foto un'immagine del nuovo luxury mega store Vinicio aperto a Legnano, alle porte di Milano).

 

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