MODA BIMBO

Tempi duri per il childrenswear: cresce solo l’export verso Russia e Regno Unito

Secondo le stime preliminari, elaborate da Smi in occasione di Pitti Immagine Bimbo, il fatturato totale della moda junior dovrebbe contrarsi del 1,1% nel 2012, attestandosi poco sopra i 2,6 miliardi di euro. Un andamento condizionato dalla pesante flessione dei consumi interni, ma non solo.

 

Incide anche il fatto che l’export, positivo verso alcuni importanti mercati, non è stato sufficiente a sostenere le performance del settore, sebbene su questo fronte si preveda una crescita media annua del 4,9%.

 

I consumi nazionali di moda 0-14 anni subiscono infatti un nuovo deterioramento, rispetto allo scorso anno: -3,6% (con riferimento all’anno solare 2012). Per i flussi verso l’estero, l’analisi si basa solo sull’abbigliamento neonato (per il quale è possible isolare le voci doganali di pertinenza): nei primi nove mesi del 2012, le vendite oltrecofine, dopo il rimbalzo dello scorso anno, tornano a flettere del 12,6%.

 

In controtendenza rispetto al risultato medio del baby, solo la Russia continua a crescere, archiviando un +11%, corrispondente a poco più di 21,3 milioni di euro (pari al 18,2% dell’export totale del comparto). Trend positivo inoltre per il Regno Unito: +4,6%. Mentre tra i primi 20 Paesi di sbocco fa capolino la Cina, mercato verso il quale nei prime nove mesi del 2012 si è esportata moda bébé per poco più di un milione di euro. Tutti gli altri Paesi importanti per la nostra industria del childrenswear sono invece risultati in calo.

 

Secondo l’indagine, il mercato interno non mostra segnali di ripartenza: se la stagione autunno-inverno 2010/2011 si era chiusa con una modesta contrazione del sell out di moda junior (-0,6%), l’autunno-inverno 2011/2012 segna un deciso calo delle vendite, nell’ordine, senza precedenti, del 5,8%. Tutti i segmenti d’offerta (bambina, bambino e neonato) accusano perdite importanti e di entità simile.

 

Si prospetta inoltre una prosecuzione del trend anche nel 2013, stando al sondaggio svolto da Smi presso un campione di imprese rappresentativo del settore e relativo agli ordini in portfolio. Si conferma, infine, l’andamento dicotomico tra Italia e estero: in vista della primavera-estate 2013, gli ordini dalla Penisola risultavano ancora, pur provvisori e parziali al momento della raccolta dati, molto negativi (-10% circa), mentre per quelli da oltreconfine l’incremento dovrebbe essere del 9%.

 

 

stats