Meccanotessile

Numeri record per la 17esima Itma. Premio a Levi's per la sostenibilità

Segnali incoraggianti per il futuro della filiera della moda europea, se si guardano i numeri del salone del meccanotessile Itma. 123mila i visitatori dei padiglioni di Fiera Milano Rho, in aumento di circa il 20% rispetto all'edizione del 2011 (l'evento si svolge ogni quattro anni).

 

La fiera, di scena dal 12 al 19 novembre scorsi, era alla sua quinta volta nel capoluogo lombardo ma non tornava in Italia da circa 20 anni. La prossima edizione, già programmata dal 20 al 26 giugno del 2019, si terrà invece a Barcellona.

 

Nelle stime degli organizzatori, i visitatori arrivavano da 147 diversi Paesi. Per il 18% si è trattato di italiani, mentre il 7% era tedesco. Presenze importanti anche da India, Turchia, Francia, Spagna, Stati Uniti e Brasile.

 

Itma partiva con buone premesse: 1.691 gli espositori, da 46 Paesi, che hanno battuto il precedente record di Itma 2007 (1.451 da 38 Paesi), registrando la maggiore partecipazione da 64 anni. Disposti su una superficie di 180mila metri quadrati, hanno occupato un'area del 20% più ampia rispetto a quella dell'edizione precedente (2011). Tutto il tessile era rappresentato: tintura, finissaggio, filatura, tessitura, maglieria, calzetteria e stampa.

 

Il 70% dei padiglioni ospitava i Paesi rappresentati in Cematex, l'associazione europea dei costruttori di macchine tessili cui fa capo l'evento, organizzato dalla società di Singapore MP Expositions. La superficie dedicata ha registrato un aumento del 18% rispetto al 2011. Il Paese più in vista (in termini di area occupata) era l'Italia, seguita da Germania, Svizzera e Spagna. Al di fuori dell'Europa, corposa la presenza di produttori da Turchia, Cina, India e Giappone.

 

Il tema di quest'anno era "Master the art of sustainable innovation" che ha portato anche all'istituzione di un premio, Itma Sustainable Innovation, vinto da Levi Strauss per l'uso della tecnologia per il lavaggio del denim NoStone della vicentina Tonello.

 

Adottata nello stabilimento di Plock in Polonia, NoStone permette il finissaggio denim senza l'impiego della pietra pomice, che comporta svantaggi a livello ambientale ed economico. Tra i finalisti c'era anche la padovana Berto Industria Tessile, nota per i tessuti in denim, che ha ridotto i consumi di acqua grazie al sistema Matex Eco Applicator di Monforts.

 

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