Milano Fashion Week

Super chiude a 5.100 mila buyer. «Abbiamo alzato l'asticella della qualità e della selezione»

Si è chiusa ieri, 26 settembre, la tre giorni di Super, il salone donna di Pitti Immagine, partito con un nuova formula e una sede inedita, il The Mall di piazza Lina Bo Bardi, in piena area Garibaldi-Repubblica.

 

In base ai dati finali, comunicati dagli organizzatori, sono stati oltre 5.100 i compratori, di cui il 20% stranieri, presenti alla manifestazione, che ha visto in scena 142 brand, di cui la metà provenienti da 50 Paesi del mondo.

 

«Abbiamo alzato l'asticella della qualità e della selezione delle collezioni - è il commento di Agostino Poletto, vice-direttore generale di Pitti Immagine -. Un lavoro di brand mix più centrato sulle esigenze del compratori, che ha fatto crescere anche la qualità dei buyer partecipanti».

 

Un lavoro di scouting riconosciuto anche dagli espositori presenti, che hanno apprezzato la svolta impressa alla manifestazione dagli organizzatori.

 

Per la prossima edizione si attende anche una svolta sul fronte dei numeri, dal momento che alle ultime due edizioni il numero dei buyer aveva superato quota 6mila, rispetto agli attuali 5.100. Un calo fisiologico dovuto certamente al cambio di location e alla separazione dal Mipap, che dal prossimo febbraio confluisce nel nuovo salone The One.

 

«In precedenza beneficiavamo dei buyer presenti a Mipap - conferma a fashionmagazine Agostino Poletto - ma per noi quello che conta è aver centrato l'obiettivo, modificando radicalmente il percorso e lavorando su un brand mix. Le risposte sono state unanimi: i top buyer italiani c'erano tutti e il livello di quelli stranieri era molto alto».

 

«Con il new deal di Super - prosegue - siamo riusciti a creare a Milano una manifestazione focalizzata sulla ricerca di brand internazionali di forte impatto a livello creativo, per soddisfare le esigenze di un target preciso di compratori. Una fiera con una regia forte a livello di scouting, location e layout, perfettamente in linea con la filosofia di Pitti Uomo. Per il futuro le dimensioni della manifestazione cresceranno sicuramente, anche attingendo dal patrimonio vastissimo di marchi di ricerca presenti al salone maschile, ben il 40% del totale degli espositori».

 

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