OMNICANALITÀ

Netcomm: «Vendite online +16% in Italia. Unified e Onlife Commerce parole del futuro»

In occasione del forum organizzato a Milano sull'evoluzione digitale (che si conclude oggi, 11 maggio, al MiCo di via Gattamelata), Netcomm fa il punto sull'e-commerce italiano, in pieno sviluppo: nel 2017 il valore degli acquisti in Rete raggiungerà nel nostro Paese i 23,1 miliardi di euro, con un +16%, che equivale a oltre 3,2 miliardi in più. Il settore abbigliamento metterà a segno un +25%, ma sarà il food&grocery a correre più veloce (+37%).

 

Come fanno notare gli esperti di Netcomm-Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, quest'anno per la prima volta nella storia dell'e-commerce italiano il mercato online dei prodotti varrà tanto quanto quello dei servizi (ossia circa 11,5 miliardi di euro), grazie a un +25%, contro il +8% di questi ultimi.

 

Altri dati interessanti emergono dall'Osservatorio B2C messo a punto da Netcomm, in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano. Innanzitutto una valutazione sullo stato dell'arte a livello mondiale: come ha fatto notare nel suo intervento al Netcomm Forum Roberto Liscia (presidente di Netcomm, nella foto), «a livello globale nel 2016 sono stati comprati beni e servizi su Internet per circa 2.600 miliardi di euro, +17% sul 2015, con una quota di consumatori online pari a 1,4 miliardi di persone».

 

«In questo contesto - ha proseguito Liscia - la chiave del successo competitivo è creare un'esperienza di Unified Commerce dove online, offline e i diversi device si mescolano, in un nuovo ecosistema esperienziale».

 

Tornando a stringere l'obbiettivo sull'Italia, nell'anno in corso le transazioni via web premieranno innanzitutto il settore cibo e dintorni, pari a 812 milioni di euro e in ascesa del 37%, ma anche gli altri comparti progrediranno a doppia cifra, con l'abbigliamento a quota 2.384 milioni (+23%).

 

In base ai dati emersi dalla ricerca Net Retail - elaborata da Human Highway per Netcomm -, nel primo trimestre 2017 i nostri connazionali che hanno comprato in Rete sono stati 20,9 milioni (erano 18,7 milioni nell'analogo periodo 2016), con 12,2 milioni di famiglie, ossia più della metà del totale, che hanno adottato lo shopping digitale come routine quotidiana.

 

Queste le cifre. Ma quali le modalità d'acquisto? A tale proposito Netcomm ha coniato l'espressione Onlife Commerce, per identificare un nuovo processo "conversazionale" in cui cambiano le modalità di interazione tra venditore e acquirente. Quest'ultimo ricerca vissuto ed esperienze, più che gli aspetti commerciali propriamente detti «e le aziende - ha puntualizzato Roberto Liscia - devono tenerne conto».

 

Lo studio Net Retail dimostra che chi utilizza tre device (smartphone, tablet e pc) spende in media il doppio di chi si serve solo del pc. Si impone la figura dell'everywhere shopper, per il quale si attenua o annulla la differenza tra un canale e l'altro.

 

Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell'Osservatorio eCommerce B2C Netcomm, ha sottolineato come gli acquisti via smartphone abbiano fatto negli ultimi cinque anni un balzo del 52%, con un valore destinato a raggiungere nella Penisola i 5,3 miliardi di euro.

 

«Se consideriamo anche quelli realizzati via tablet - ha precisato Mangiaracina - arriviamo a superare i 7 miliardi di euro, equivalenti a quasi un terzo dell'intero mercato dell'e-commerce in Italia».

 

Secondo Giacomo Fusina, curatore della ricerca Net Retail, nonostante il digitale pervada le nostre vite esistono ancora margini di crescita, «visto che ci sono ancora più di 10 milioni di persone, utenti regolari di Internet, che non acquistano su questo canale».

 

Le ultime considerazioni riguardano le consegne e i pagamenti. Nel primo caso, Net Retail evidenzia come per ora la forma "click and collect" sia  poco usata in Italia. Infatti nove volte su dieci gli articoli vengono recapitati a casa del committente o a un indirizzo da lui indicato, mentre la percentuale relativa ai ritiri presso un punto indicato dal merchant o in un negozio fisico si ferma all'8,6%.

 

Passando ai pagamenti, sono effettuati nella stragrande maggioranza direttamente sul web al momento dell'ordine - una tendenza in crescita, dall'86,2% di inizio 2014 al 91,2% del marzo 2017 - e nell'8,8% dei casi evasi alla consegna, oppure nel momento di utilizzo di un servizio (per esempio, al termine di un soggiorno in albergo).

 

Il 44% degli ordini viene saldato durante l'acquisto con una carta di credito o prepagata, mentre per il 38,8% si ricorre a PayPal. Va detto che, secondo le stime, l'84% delle transazioni gestite da questo specifico operatore produce comunque un addebito su una carta di credito dell'acquirente, rientrando perciò nel perimetro dei pagamenti con carte.

 

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