OROLOGI E GIOIELLI

Baselworld 2015: sugli orologi svizzeri pesa l’incognita franco

In corso a Basilea fino a giovedì 26 marzo Baselworld 2015, l’appuntamento che apre il calendario annuale dell’orologeria e della gioielleria mondiale, svelando in anteprima le novità e le tendenze, alla presenza di 1.500 marchi, 150mila operatori e 4mila giornalisti.

 

La conferenza stampa di inaugurazione ha offerto l’occasione per fare il punto sulle esportazioni di segnatempo svizzeri, alla luce dell’evoluzione nei tassi di cambio del franco svizzero.

 

François Thiébaud, presidente del comitato degli espositori svizzeri, ha dichiarato che il comparto continua a monitorare con estrema attenzione questo aspetto. Il 2014 è terminato in un contesto più difficile per l’orologeria svizzera. Tuttavia è stato un anno di consolidamento ad alto livello, in cui le esportazioni hanno continuato a crescere, registrando un +1,9% rispetto al 2013, per un valore di 22,2 miliardi di franchi.

 

Thiébaud ha riferito che il 2015 è partito con il piede giusto: l’export di segnatempo elvetici ha raggiunto quota 1,6 miliardi di franchi svizzeri a gennaio, con un aumento del 3,7% su base annua. Malgrado questo buon risultato, le previsioni per il 2015 sono state riviste, in ragione delle incognite.

 

I dati di febbraio mostrano già un colpo di freno pari al 2% rispetto allo stesso mese del 2014. La diminuzione rispetto a 12 mesi prima è con ogni probabilità legata all’ulteriore rafforzamento del franco (dopo l’abbandono della soglia di cambio con l'euro da parte della Banca nazionale svizzera), oltre che al rallentamento di alcune aree economiche importanti.

 

Guardando ai primi dieci mercati, si possono vedere nel febbraio 2015 le flessioni marcate di Hong Kong, Giappone, Emirati Arabi e la contrazione più contenuta della Germania. Segno positivo invece per Usa, Cina, Italia (+17,6%), Regno Unito, Singapore e Francia.

 

In generale, a destare preoccupazione sono soprattutto l'abbandono della soglia minima di cambio con l'euro, la crisi ucraina, con gli effetti negativi sul mercato russo, e le incertezze della Cina.

 

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