Osservatorio

Altagamma: aumenta a doppia cifra (+26%) il tax free shopping in Europa

Secondo Global Blue, nei primi nove mesi del 2015 il mercato europeo del tax free shopping registra un aumento al di sopra delle aspettative, raggiungendo il +26%. Trainano il mercato gli acquisti dei cinesi, che compensano il calo dei russi. In crescita gli americani. Il 2016 sarà probabilmente un anno di consolidamento, con un +6-8%.

 

«Stimiamo che il giro d’affari del tax free shopping in Europa sia  di circa 48 miliardi di euro – ha detto Luigi Gallazzini di Global Blue all’Osservatorio Altagamma di questa mattina a Milano - ed è prevalentemente concentrato in quattro Paesi: Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia, che rappresentano complessivamente oltre il 74% del mercato».

 

«Protagonisti del 2015 sono i turisti cinesi, con il 36% degli acquisti (45% se si considera la Greater China) e in crescita del +64% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – ha precisato il manager -. I russi in caduta libera (-38%), conservano comunque la seconda posizione tra i top spender, con il 9% della spesa».

 

Tornano a salire gli acquisti degli americani (+57%) che, da gennaio a settembre di quest’anno, per effetto soprattutto del rafforzamento del dollaro sull’euro, raggiungono una quota del 5%.Seguono a pari merito i cittadini di Hong Kong e i taiwanesi (3%).

 

«Grandi assenti nella classifica delle 10 nazionalità top spender sono i giapponesi – ha detto Gallazzini -. Già l’anno scorso soffrivano la situazione economica del Paese e trovano più conveniente fare shopping nel loro Paese».

 

Fra i principali Paesi europei la Francia performa meglio (+41%) «anche perché è frequentata da molti cinesi e da pochi russi», %» ha precisato. Seguono la Germania con un +32% e l’Italia con un +19%.

 

«Nel nostro Paese la forte crescita dello shopping tax free dei cinesi (+71%), che si confermano top spender nella Penisola con il 32% del mercato, ha aiutato a controbilanciare il calo della spesa dei russi (-42%) - ha concluso -. L’Expo non sembra abbia impattato in modo significativo, mentre probabilmente l’effetto della promozione di Milano e dell’Italia si sentirà nel 2016».

stats