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Altagamma: nel 2016 il lusso crescerà del 3%. Meglio l’Europa dell’Asia e degli States

Secondo l’Altagamma Consensus 2016, realizzato da Fondazione Altagamma con i maggiori analisti internazionali, nel 2016 il lusso, a cambi costanti, crescerà in media del 3%. L’Europa, con un +4%, andrà meglio del Nord America (+3%) e anche dell’Asia (+2%) a eccezione del Giappone, che dovrebbe registrare un +5%.

 

«Il 2016 sarà ancora un anno all’insegna di una crescita organica moderata - ha detto all'Osservatorio Altagamma di ieri (29 ottobre) Armando Branchini, vicepresidente di Fondazione Altagamma -. Forte sarà ancora l’impatto dei cambi delle valute sia sulle politiche di pricing, praticate dalle imprese, sia sui flussi geografici di quei consumatori che cercano soprattutto il prezzo più contenuto. Una crescita, insomma, moderata ma solida».

 

Sul fronte merceologico, le vendite di abbigliamento di target elevato è previsto aumentino del 3%. Stessa percentuale per l’hard luxury (gioielli, orologi, penne e accedini), confidando che la crisi a Hong Kong (mercato molto esposto a livello di orologi) si risolva.

 

Il sell out di prodotti in pelle (borse, calzature e accessori) progredirà del 4%, come quello di fragranze e cosmetici, mentre per l’art de la table si stima un +2%.

 

Per quanto concerne i vari Paesi, in Giappone, grazie allo shopping dei cinesi, attratti dai prezzi competitivi, e ai consumi interni, le vendite di articoli di lusso dovrebbero aumentare del 5%.

 

L’Europa è al +4%, per merito sempre dei cinesi e anche dell’auspicato ritorno degli americani. Nord America, Medio Oriente e resto del mondo sono tutti parimerito al +3%. Per l’Asia (escluso il Giappone) invece si stima un +2%. Fanalino di coda l’America Latina, in significativa frenata (+1%).

 

«L’ebitda previsto - ha concluso Branchini - è al 4%, una delle percentuali più basse degli ultimi anni. Le imprese di Altagamma, come stanno già facendo dal 2014,  dovranno anche nel 2016 aumentare la redditività, gestire la liquidità con grande discliplina e ridurre il costo del capitale».

 

 

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