Outlook lusso

La Cina locomotiva dei consumi anche nel 2024

Il 70% circa della crescita attesa di consumi di lusso nel 2024 sarà trainato dalla Cina, che - nelle stime di Boston Consulting Group (Bcg), presentate all'Altagamma Consumer and Retail Insight 2018 - rappresenterà il 40% del mercato (dal 32% attuale).

 

Delle specificità del mercato cinese hanno parlato ieri a Milano, in occasione dell'appuntamento di Altagamma, Nicola Pianon e Angela Wang (a capo delle divisioni moda e lusso di Bcg, rispettivamente in Italia e in Cina), presentando la quinta edizione del report Luxury Global Consumer Insight, realizzato sulla base di 12mila interviste nei 10 maggiori mercati del lusso nel mondo, a consumatori che spendono mediamente 37mila euro l'anno nell'alto di gamma (si tratta di consumi ricorrenti, che escludono beni come auto e imbarcazioni).

 

A fare la parte maggiore del mercato, in Cina, sono soprattutto le categorie "rich upstarter" (che si approcciano per la prima volta all'alto di gamma) e "megacitier" (giovani delle grandi metropoli). In seconda battuta vengono i "fashionisti".

 

Come si tengono aggiornati sulle novità? In primis consultando i social media e gli influencer, poi viengono il passaparola e, al terzo posto, i siti ufficiali dei brand. Alla domanda "Chi è il tuo influencer di riferimento?", la maggior parte dei cinesi intervistati da Bcg ha messo al primo posto una celebrità locale, Gogoboi. Seguono la fashion blogger di Los Angeles Aimee Song e, al terzo posto, l'italiana Chiara Ferragni.

 

Il 71% del campione dei true luxury consumer apprezza del lusso valori tradizionali come, qualità, esclusività, artigianalità, ma il restante 29% ricerca nuovi plus come la stravaganza, l'ironia, l'aspetto sexy e cool (nella slide, un confronto con l'Europa e la media dei 10 Paesi analizzati). 

 

L'ex-Celeste Impero è anche un'area dove gli shopper sono particolarmente orientati alla multicanalità: il 73% del campione dei consumatori di true-luxury sceglie l'online in aggiunta al canale fisico e non al posto del retail tradizionale (contro, per esempio, il 49% negli Usa, il 50% in Germania e il 52% in Italia).

 

Attrae di più l'aspetto "vedo online, compro offline" dell'acquisto esclusivamente online (al posto dello store fisico). Del commercio digitale di beni di consiumo lusso spaventa l'idea di incappare nell'acquisto di falsi inoltre le piattaforme più note non offrono un'esperienza d'acquisto coerente con l'alto di gamma.

 

Per comprare online il 77% usa dispositivi mobili e solo il 23% il computer. I brand orientati all'e-commerce in loco devono avere ben presente che l'ecosistema digitale locale è altamente integrato e dominato, di fatto, da due operatori: Tencent (la holding che controlla, tra gli altri, Wechat, in grado di influenzare i consumatori dall'ingaggio all'acquisto vero e proprio) per quanto riguarda la connettività e i contenuti e il gruppo Alibaba relativamente al digital commerce.

 

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