PELLETTERIA

La pelletteria italiana corre all’estero, ma sconta la debolezza del mercato interno

Durante la presentazione di Mipel sono stati comunicati i dati sulla pelletteria italiana. L’export continua a crescere nel primo trimestre del 2013 a ritmi sostenuti (+11,9%), ma soprattutto migliora la domanda di articoli in pelle (+15,7%).

 

Una fascia presidiata in buona parte dal segmento lusso e dai suoi brand, i quali, tra l’altro, sembrano aver avviato un riposizionamento verso l’alto dell’offerta.

 

“Tuttavia molte imprese sono in grossa difficoltà - ha detto Mauro Muzzolon, direttore generale di Aimpes/Mipel -. Il 2012 è stato un anno schizofrenico, caratterizzato da un export in salita del 19%, ma anche da un mercato interno in ulteriore contrazione del 5%, tanto che abbiamo stimato che le nostre aziende per sopravvivere hanno bisogno di esportare oltre il 60-65% della loro produzione”.

 

Inoltre le aree maggiormente ricettive verso le borse e la pelletteria italiana sono lontane, difficili da raggiungere per realtà medio-piccole: Corea del Sud, Cina, Russia, Emirati Arabi e Giappone. “Ci allontaniamo dall’Europa a favore di mercati di non facile approccio”, ha constatato Muzzolon.

 

“Siamo ancora i più bravi del mondo in questo settore, ma è un primato che dobbiamo difendere strenuamente, anche contro piaghe micidiali per noi, come la contraffazione e il mercato parallelo”, ha aggiunto. Un'altra battaglia è rappresentata dalla valorizzazione del made in Italy per scongiurare la tendenza, anche da parte di alcune delle griffe più blasonate, a produrre altrove, garantendo la qualità più in virtù del proprio nome che dell’effettiva produzione in Italia.

 

Al termine della conferenza stampa di oggi si è parlato di tendenze nella pelletteria con Gianluca Lo Vetro, che, tra l’altro, ha pronosticato il grande ritorno della zaino. (nella foto la borsa Buckingham di Gherardini)

 

 

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