PELLETTERIA

Un settore a due velocità: cresce l'export, soffre il mercato interno

Sono ancora una volta le esportazioni a sostenere il giro d'affari della pelletteria nel 2012: i primi cinque mesi dell'anno evidenziano una dinamica della domanda sempre più sostenuta dai Paesi esteri e alimentata da prodotti haut de gamme. +25% l'export sul 2011 (per un valore di poco superiore ai 2 miliardi di euro), con aumenti a due cifre soprattutto nei cosiddetti nuovi mercati. Flessione del 6%, invece, sul versante domestico.

 

Cina (+65%), Emirati Arabi (+45%), Russia (+21%) Ucraina (+30%) e, seppure con valori decisamente più bassi ma con un trend in decisa ascesa, anche Brasile (+187%), Singapore (+68%) e Arabia Saudita (+29%): sono queste le destinazioni più gettonate per la pelletteria made in Italy, che può contare su una leadership ancora incontrastata sul fronte del know how manifatturiero e molto apprezzata dal Paesi dal crescente potere d'acquisto. Buona la ricettività anche di nazioni europee, come Francia, Germania, Regno Unito e Spagna, che registrano progressi rispettivamente del 36%, 21%, 32% e 14%.

 

Ormai da un decennio è in atto uno spostamento della ricchezza che sta mutando con grande rapidità gli scenari di riferimento dell'economia mondiale, come ha ricordato stamattina Mauro Muzzolon, direttore generale di Mipel-Aimpes, durante la conferenza stampa: "La vocazione dei nostri prodotti deve rimanere l'estero, sebbene entrare nei nuovi mercati e innalzare il livello qualitativo per non essere assimilati al prodotto d'importazione possa costituire per le aziende più piccole, per ragioni dimensionali, un ostacolo insormontabile". Gli indicatori (valori dell'export e della produzione) fotografano infatti un settore in buona salute, "ma che in realtà - spiega una nota - si trova a scontare una fase di notevoli difficoltà che colpiscono il tessuto produttivo numericamente più consistente, rappresentato dalle micro e piccole imprese".

 

Segmento di punta delle vendite estere rimangono le borse, che hanno raggiunto un turnover di 1,3 miliardi di euro, con ritmi di crescita sostenuti: quasi il +32% per quelle realizzate in pelle, oltre l'11% per quelle in sintetico.

 

Per quanto riguarda l'andamento dell'import, il valore complessivo è ammontato a 814 milioni di euro, con un incremento di poco superiore al 3%. Spicca l'andamento negativo della Cina, il cui flusso di merci verso l'Italia subisce una forte contrazione quantitativa (-25%) e una più contenuta flessione del fatturato (-2,7%).

 

stats