PITTI BIMBO

Anche in Fortezza la Brexit tiene banco

Continua la tre giorni di Pitti Bimbo: dopo gli eventi serali extra-Fortezza di ieri, oggi (24 giugno) a Firenze è stata la volta di altri appuntamenti. Ma l'attenzione era anche rivolta agli esiti inaspettati del referendum sulla Brexit nel Regno Unito, Paese di vitale importanza per il made in Italy in taglie mini.

 

 

In pedana innanzitutto Il Gufo, con una collezione ispirata alla giungla metropolitana reinventata dai bambini, e AlishaV, marchio che porta il nome della piccola celebrity di origine russa e lituana (ma gli headquarters del brand sono a Montecarlo) e che si rivolge a ragazzine amanti di un'eleganza contemporary, piccole party girl.
 

 

E ancora, la prima collettiva dei brand presenti nella sezione KidzFizz al Lyceum, oltre a happening firmati Lion of Porches e My Little Shop.
 

 

Negli stand l'argomento del giorno è stato la Brexit, anche perché per numerose aziende del kidswear l'Inghilterra rappresenta il primo mercato di sbocco in Europa.



Gli imprenditori, che davano per scontato un esito ben diverso da quello che è stato, sono stati presi in contropiede. «Non ci aspettavamo questo risultato - dice Alessandra Chiavelli de Il Gufo -. Di sicuro tutto diventerà più difficile e laborioso. In ogni caso, andremo avanti nel nostro progetto di aprire nel 2017 un monomarca a Londra».
 

 

«La Brexit è un grande punto interrogativo, in una nazione per noi in pole position nell'export in Europa - interviene Christian Simoni di Monnalisa -. Il crollo della sterlina e del prezzo del petrolio rischiano di impattare a più ampio raggio, toccando anche Russia e Middle East. Senza contare che uscire dall'Ue significa anche uscire dall'unione doganale».
 

 

«Dobbiamo vedere anche questa scelta del popolo britannico come una sfida da vincere - è l'appello del patron dell'azienda aretina, Piero Iacomoni - prima ancora che per noi, per tutta l'Europa, che deve ripartire da nuovi presupposti».

 

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