PITTI UOMO

I buyer: «Pitti, una manifestazione che sa mettersi in gioco»

Chiude oggi, 17 giugno, a Firenze la 90esima edizione di Pitti Uomo. Per i buyer italiani e stranieri intervistati da Fashion è un compleanno festeggiato alla grande, grazie anche agli eventi à côté: da Fausto Puglisi a Gosha Rubchinskiy, da Lucio Vanotti a Raf Simons e Visvim.

 

Il parere dei compratori è pressoché unanime: Pitti dopo 42 anni resta la manifestazione di riferimento per la moda maschile al mondo. Come ribadisce Eric Jennings, fashion director di Saks Fifth Avenue a New York: «Un appuntamento imperdibile». «Impensabile occuparsi di menswear e non partecipare a Pitti» concorda Kiyohiko Takada, fashion director uomo di Isetan-Mitsukoshi a Tokyo.

 

«Una rassegna che sa anche mettersi in gioco», aggiunge Claudio Antonioli, esprimendo l’opinione di diversi suoi colleghi.

 

«Ieri sera la sfilata di Raf Simons è stata eccellente, non solo per le proposte, ma anche per la location spettacolare della Leopolda, le luci e la musica. Tutto molto coerente» commenta Antonioli.

 

«Gli organizzatori di Pitti sono bravi a creare eventi che allettano anche negozi super fashion come i nostri - aggiunge il dettagliante milanese -. Sono lungimiranti perché fanno ricerca, puntano all’avanguardia, come noi buyer. La fiera è un contenitore indispensabile per riunire tutto questo».

 

Sulla stessa lunghezza d’onda Hirofumi Kurino, co-founder e creative advisor di United Arrow: «Un bell’anniversario e un’ottima stagione per Pitti, con proposte interessanti e creative, che se ben selezionate da noi buyer riusciranno ad allettare anche i clienti più difficili: perché si parla tanto di crisi, ma davanti a capi giusti cede chiunque».

 

«Mi sono piaciuti molto gli show di Gosha Rubchinskiy, attento a come veste la gente in strada, di Lucio Vanotti, che con la sua essenzialità mixa Ovest ed Est, uomo e donna, passato e futuro,  di Raf Simons, che porta l’arte nella moda e non ultimo di Visvim, all’insegna dell’artigianalità», precisa Kurino.

 

«Ho trovato eccitante Pitti, in special modo per il colore - commenta  Giorgio Molteni di Tessabit a Como -. Fausto Puglisi nella scelta cromatica e soprattutto nella fantasia è di riferimento: il suo uomo, al debutto, ha dato una sferzata di novità. Già vendiamo la donna e inseriremo anche le proposte maschili. Bella pure la collezione Doppia A, così come citerei i pantaloni con stampe uniche di Ermanno Gallamini».

 

«Ho trovato Pitti migliore del solito, con più affluenza e un’atmosfera positiva - conclude Gianni Amati di Leam a Roma -. Mi è piaciuta anche la nuova organizzazione degli stand, più fruibile e piacevole. Mi sembra di buon auspicio per le prossime 90 edizioni».

 

 

 

 

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