POLEMICHE

Sei sopra la 44? Da Abercrombie non sei gradita

Dopo le rivelazioni di Robin Lewis, co-autore di “The new rules of retail”, al sito Usa Business Insider, sul web infuria la polemica. Nel mirino le affermazioni di Mike Jeffries, ceo di Abercrombie & Fitch, che "non vuole vedere persone grasse nei suoi negozi".

 

Come riporta il Corriere della Sera, non è la prima volta che l'a.d. del retailer americano si rende protagonista di esternazioni considerate discriminatorie. Nel 2006, in un'intervista al magazine online Salon, aveva distillato il Jeffries-pensiero in poche frasi a dir poco politically uncorrect: "In ogni scuola ci sono i ragazzi fighi e popolari e i bambini non così 'cool'. E, dovendo essere sinceri, noi ci occupiamo dei tipi fighi, quei ragazzi attraenti che hanno un certo atteggiamento e un sacco di amici. Molte persone, semplicemente, non entrano nei nostri vestiti e non ci entreranno mai. Escludiamo della gente? Certamente".

 

A sette anni di distanza Mr. Abercrombie rincara la dose e rinfocola la diatriba perché, come rivela Robin Lewis, "non vuole vedere persone grasse nei suoi negozi". E in effetti è difficile vederne, dato che l'offerta non contempla taglie sopra la L, ossia destinate al target di consumatrici plus-size, un segmento di mercato che è invece diventato commercialmente interessante per molte aziende internazionali, H&M in primis. Parliamo al femminile perché, secondo il "manifesto" della catena, gli uomini dalle misure over costituiscono un'eccezione, naturalmente solo se i chili in più dipendono da fisici palestrati, come quelli dei commessi-modelli del brand.

 

Ma a esacerbare la disputa sono state soprattutto le argomentazioni di Mike Jeffries, 68 anni, al quale sembra non piaccia vedere in giro i capi Abercrombie addosso a chi non può permetterselo, fisicamente parlando, in quanto potrebbero fungere da deterrente per gli acquisti dei clienti ideali, "fighi" e "cool".

 

L'ondata di polemiche non si è fatta attendere, ma il ceo del gruppo statunitense non ha fatto accenno al dietro-front. Del resto, nei suoi negozi-discoteca, nonostante le luci soffuse confondano le idee, la "fisicità" perfetta rappresenta il valore supremo, in primis per i dipendenti. Qualche tempo fa aveva fatto molto rumore la diffusione di una mail interna, che rivelava la policy aziendale: per ogni errore commesso sul lavoro, gli uomini dovevano fare dieci flessioni e le donne dieci affondi.

 

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