PRIMO BILANCIO DA FIRENZE

Ottime notizie da Pitti Uomo: +20% i buyer italiani, +13% quelli internazionali

 

A metà del terzo giorno di Pitti Uomo (15 gennaio), le previsioni sull'affluenza finale parlano di un'edizione «davvero straordinaria»: se le percentuali dovessero rimanere le stesse fino alla fine, il salone potrebbe chiudere a quota circa 24mila compratori, +18% rispetto alla precedente edizione invernale.

 

Nel gennaio 2014 i buyer erano stati complessivamente 20.800. Stavolta il numero degli operatori esteri dovrebbe aumentare del 13% (nonostante le defezioni da Russia e Ucraina) e del 20% dall'Italia.

 

«Un clima fantastico, e non solo in termini meteorologici - commenta Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine -. Un'edizione incoraggiante, un'ottima partenza di stagione, che porta con sé grande fiducia e ottimismo: non possono essere che questi gli aggettivi e i toni con cui impostare un primo bilancio di questa sessione. Un incremento nelle presenze che non riguarda solo il fronte estero, ma anche - e aggiungo con grande vigore - il nostro Paese, e questo non può che farci piacere».

 

«Senza dubbio - prosegue Napoleone - il record iniziale di aziende partecipanti (quasi 1.200 in totale, sommando anche le realtà di Pitti W) è stato la premessa per il record di affluenza di compratori che ci aspettiamo».

 

In base alle previsioni sull'adesione da oltreconfine, tra i Paesi in pole position spicca il Giappone (+5%), seguito dalla Germania (quasi +20%). Rialzo a doppia cifra per quasi tutte le nazioni europee (in particolare Gran Bretagna, Olanda, Grecia, Spagna), con +30-40% da Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia. La Francia, da qualche stagione primo mercato di riferimento per il menswear italiano, dovrebbe registrare un +30%.

 

Sul versante extra-europeo, la Cina mette a segno un +30%, gli Stati Uniti un + 6% («Un risultato - affermano da Pitti Immagine - che assume un peso ancora maggiore considerando la qualità dei buyer d'oltreoceano, rappresentanti di grandi department store e influenti gruppi del retail»). Bene tutto il Medio Oriente, ma anche Canada, Messico, India, Sud Africa, Singapore, Taiwan e Thailandia.

 

Unico neo, le prevedibili defezioni da Russia (-25%) e Ucraina (-20%).

 

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