Pitti Bimbo a Firenze

La palla passa ai più piccoli

Pitti Bimbo numero 79 è un ping pong di sfilate, ospiti vip agli stand e debutti internazionali con 415 collezioni (180 estere) in mostra alla Fortezza da Basso di Firenze dal 26 al 28 giugno. Come per Pitti Uomo, anche qui il tema è lo sport da tavolo.

 

Ad attendere i compratori di tutto il mondo (5.800 la scorsa estate, ma a questa edizione l’investimento degli organizzatori in ospitalità dei buyer stranieri è raddoppiato) ci sono diverse new entry in Fortezza da Basso tra cui Little Marc Jacobs, Kenzo, Chloé e Timberland. Per la prima volta in fiera c’è Kid’s Evolution, un progetto che porta a Pitti Bimbo una selezione di designer di moda uomo e donna che si cimenteranno per la prima volta nella produzione di abbigliamento under 14.

 

«Questa stagione, ma anche in futuro - dice Agostino Poletto, vice-direttore generale di Pitti Immagine - giocheremo partite d’attacco sulla ricerca e gli accessori. Una strategia di gioco che punterà sempre al nuovo».
 

 

La vera novità di questa stagione è Kid’s Evolution. Ci racconti di questa iniziativa e se prevedete di portarla avanti nel tempo…
Anche per Kid’s Evolution la parola-chiave è “ricerca”: assieme a Vogue Bambini e a Alessandro  Enriquez, l’ideatore dell’iniziativa, abbiamo selezionato alcuni nomi che nelle ultime stagioni si sono distinti per il carattere innovativo delle loro collezioni per i “grandi” e abbiamo chiesto loro di sperimentare e creare delle capsule per il mondo dei più piccoli. Quest’estate vedremo tra gli altri Benedetta Bruzziches, Stella Jean, Vivetta, Superduper Hats, Studiopretzel e An Italian Theory, alcuni dei quali sono stati protagonisti di primo piano dei diversi progetti che Pitti Uomo e Pitti W hanno dedicato in questi anni ai giovani fashion designer italiani o che comunque lavorano in Italia.

 

Su cosa sta investendo di più Pitti Bimbo in questo momento e perché?
Come manifestazione internazionale leader del settore, Pitti Bimbo ha delle responsabilità: è un salone che si occupa in maniera trasversale di quello che succede ogni sei mesi nel mondo del childrenwear  e della cultura che gli sta attorno. Lo scouting del nuovo e della creatività è il nostro mantra anche quando  riguarda il classico contemporaneo, lo sportswear o lo street style. I compratori cercano da noi il meglio: i nuovi progetti dei brand internazionali più grandi e accreditati  -  a giugno, fra gli altri, ci sarà il ritorno di Kenzo, Timberland, Marc Jacobs, Chloé, Donna Karan, Michael Kors e Hugo Boss  - così come quelli dei brand indipendenti.

 

Quali iniziative state portando avanti in materia di internazionalizzazione?
Per questa 79a edizione di Pitti Bimbo abbiamo raddoppiato l’investimento in ospitalità di compratori stranieri rispetto all’estate scorsa. Ci siamo concentrati in particolare su mercati promettenti come Russia, Corea del Sud, Taiwan e Giappone, ma anche Middle East.

 

Sempre più espositori chiedono delle trasferte di Pitti Bimbo all’estero: ci sono novità o commenti in merito?
Il vice-ministro alla Sviluppo Economico Carlo Calenda, che è molto vicino a Pitti Immagine, l’ha detto in più occasioni: è importante portare in Italia  ̶  per la moda, per il design e per tutti gli altri nostri settori d’eccellenza  ̶  compratori di tutto il mondo perché capiscano come e da dove queste eccellenze hanno origine. È un’impostazione più articolata rispetto al passato. Le missioni all’estero continueranno a esserci, ma dovranno esprimere un livello di consapevolezza globale del made in Italy e non potranno più riguardare solo singole fiere, settori ristretti o istituzioni locali in ordine sparso.

 

stats