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Camera di Commercio: la Cina diventa il secondo mercato per l'export di moda milanese

Per la prima volta il Paese del Dragone supera gli Stati Uniti e diventa il secondo mercato di riferimento per la moda from Milan. Secondo i dati divulgati dalla Camera di Commercio di Milano, nel 2012 le esportazioni del settore fashion milanese sono cresciute del 10,2% (rispetto al +2,2% italiano), con un'accelerazione soprattutto dell'Asia, Cina in testa.

 

La crescita del settore fashion (tessile e abbigliamento) del capoluogo lombardo è stata trainata dai nuovi mercati, con un boom dei flussi verso l'Asia orientale (+29,3%), in particolare con destinazione Corea del Sud (+64%), Singapore (+49,4%) e, appunto, Cina (+36,2%). Una performance, quest'ultima, che porta l'ex Celeste Impero al sorpasso degli Usa: con un valore pari a oltre 400 milioni di euro, il colosso asiatico (insieme a Hong Kong) si posiziona infatti come secondo mercato per la moda milanese, subito dopo la Francia (441 milioni) e prima di Stati Uniti (342 milioni) e Giappone (257 milioni). In progress anche l'export verso un'altra nazione emergente, il Brasile, che ha registrato un +56,1%.

 

Le esportazioni del made in Italy di Milano aumentano anche in Europa, seppur a un ritmo inferiore (+6,4%). Unica eccezione, la Grecia, che a causa della crisi fa scivolare il dato a quota -75,2%.

 

I motivi del successo oltreconfine, sottolinea la Camera di Commercio, stanno nel fatto che la moda milanese, oltre a essere di alta qualità, conviene. Tra i dieci grandi centri dello shopping mondiale, per vestire (di marca) una donna dalla testa ai piedi a Milano occorrono in media 661 euro. Solo New York risulta più conveniente, mentre Parigi si mantiene sugli stessi livelli del capoluogo lombardo (572 euro). Decisamente più costose le altre piazze europee (777 euro a Berlino, 824 a Londra) e internazionali: a Tokyo si superano gli 800 euro, a Mosca si sfiorano i 1.000 euro (+47% rispetto a Milano) e a Pechino ci vogliono quasi 1.600 euro (+138%).

 

Ma la moda porta anche imprese e lavoro all'ombra della Madonnina, dice la ricerca: nel settore fashion e design sono attive quasi 11mila imprese (5,5% del dato nazionale), che danno lavoro a 56mila persone, per un valore della produzione annua pari a 15,2 miliardi di euro. E si tratta di un comparto dinamico: le realtà iscritte in tre anni (dal 2009 al 2012) sono aumentate del 27,7%, rispetto all’11,2% lombardo e al -4,1% nazionale. Risultato: la Lombardia è la seconda regione in Europa per numero di aziende del settore moda-manifatturiero (sei imprese di moda ogni 100). Nel solo segmento dell’abbigliamento, la Lombardia si aggiudica anzi il primo posto, mentre l’Île de France e Parigi si devono accontentare della terza posizione.

 

Il report emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano sugli ultimi risultati disponibili di statistiche internazionali prezzi relative al 2012 su marche di vestito comparabili, su dati Eurostat, Coeweb, Registro imprese e sulla ricerca “Shopping a Milano”, in collaborazione con Iulm.

 

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