RICERCHE

Il manager di oggi? Deve saper "amministrare l'incognito"

Nel giro di cinque anni c'è stata una vera e propria rivoluzione. È quanto sostiene la ricerca "The New European Executive" di Korn/Ferry International, società leader nel settore dell'executive search e del talent management, che ha analizzato la nuova figura del manager in tempo di crisi.

 

“I manager europei oggi devono affrontare una serie di nuove sfide, frutto dell’incertezza che stiamo vivendo in Europa e a livello globale - commenta Maurizia Villa, managing director di Korn/Ferry Italia (nella foto) -. In un panorama così imprevedibile, per avere successo occorrono stili di leadership e competenze nettamente diverse da quelle che hanno caratterizzato gli anni in cui l’economia era più stabile. Il nuovo dirigente europeo deve essere elastico per poter gestire le fasi di rottura, ma anche flessibile per adattare le proprie strategie in situazioni in rapida evoluzione".

 

Nell’ambito dell'indagine, Korn/Ferry ha chiesto ai manager intervistati di indicare, a loro avviso, i fattori di maggiore preoccupazione e le competenze necessarie per poter lavorare con successo in questo particolare scenario. A tale proposito sono state individuate una serie di skill, confrontate poi con quelle che caratterizzavano la leadership negli anni 2007-2008. Risultato:  "In soli cinque anni si è registrata una vera e propria rivoluzione" sostiene lo studio.

 

Quali dunque i requisiti indispensabili per stare al passo con i tempi e riuscire a sostenere la crescita delle aziende in cui si opera? Se competenza ed esperienza restano qualità indiscutibili, emergono invece nuove doti che oggigiorno appaiono imprescindibili: "La figura del nuovo manager - si legge - è quella di un leader più visionario, più flessibile e adattabile ai cambiamenti, più coraggioso e strategico di quanto potesse esserlo nel periodo pre-crisi finanziaria".

 

La caratteristica più importante è infatti la capacità di lavorare riuscendo a "gestire l'ambiguità" e ad "amministrare l'incognito". Virtù indispensabile, ma non secondaria alla "gestione di visione e di obiettivo", l'essere in grado di "definire ciò che potrebbe rivelarsi un elemento di successo in un'economia piatta e saperlo comunicare agli stakeholder". Non solo: anche il "coraggio manageriale" entra tra i plus richiesti, in quanto oggi i manager sono spesso chiamati a fare scelte audaci con quantità di informazioni e tempo limitati.

 

Negli ultimi cinque anni, inoltre, si sono delineati stili manageriali inediti, non più caratterizzati da "competitività e relazioni", ma piuttosto dall'"apertura a nuove informazioni e a nuovi modi di fare business", evidenzia la ricerca. Tradotto in altre parole: l'approccio decisionale di chi è alla guida di un'azienda deve essere orientato alla discussione intellettuale, alla competenza e all'esperienza, piuttosto che al potere e all'influenza.

 

Una serie di peculiarità difficili da trovare tutte insieme in una sola persona, conclude lo studio, in quanto il coraggio manageriale e la gestione dell'incertezza "vengono solitamente maturati attraverso l'esperienza in situazioni di sfida molto stimolanti, spesso cariche di emotività", che pochi dirigenti possono vantare nel proprio curriculum.

 

Eppure le aziende "hanno oggi realizzato - afferma Maurizia Villa - che selezionare, ingaggiare, promuovere e trattenere manager con queste rare qualità non è semplicemente un lusso, ma sta diventando sempre più una questione di sopravvivenza”.

 

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