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Osservatorio Confesercenti: allarme chiusure negozi, la moda tra i settori più colpiti

 

Da gennaio a ottobre 2013 sono state oltre 60mila le chiusure di esercizi commerciali e turistici nel nostro Paese, con un saldo negativo di poco superiore alle 22mila unità: lo rivela Confesercenti, che tra i settori più penalizzati indica la moda.

 

"Nei primi dieci mesi del 2013 le cessazioni di attività nell'abbigliamento, tessile, calzature e accessori hanno toccato quota 9.803 ", comunica l'area studi di quella che è una delle principali associazioni imprenditoriali del Paese, fondata a Roma nel 1971. In pratica, ogni mese sono state abbassate un migliaio di saracinesche, contro 4.473 aperture: il saldo è dunque negativo per 5.330 unità.

 

Un anno da dimenticare anche se nel quinto bimestre, a livello generale, si è palesato qualche piccolo segnale di ripresa. "Commercio e turismo sono schiacciati dalla crisi dei consumi interni" ribadisce in una nota Confesercenti, che punta il dito su una "deregulation degli orari e dei giorni di apertura delle attività commerciali che non ha eguali in Europa e che favorisce solo le grandi strutture" e non nasconde preoccupazioni a proposito dell'arrivo della Tares nella maggior parte dei Comuni del nostro Paese, paventando una "caporetto" dei cosiddetti negozi di vicinato.

 

Il comunicato sottolinea anche come la crisi stia portando con sé un rapido rinnovamento generazionale, visto che "il 40% delle nuove imprese è giovanile, a dimostrazione della voglia di non arrendersi dei nostri ragazzi".

 

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