Reportage

Denim Boulevard: vintage in primo piano al salone milanese

Edizione numero tre per Denim Boulevard, che nei giorni di Milano Moda Uomo (dal 20 al 22 giugno) ha riunito un pool di aziende italiane e internazionali del settore, accomunate dal gusto per il vintage e da una ricerca esasperata su materiali, trattamenti e dettagli.

 

Paolo Salvatore, fra i soci di Jpg edizioni, che organizza la manifestazione, tiene a mettere in evidenza proprio l'essenza di questo piccolo salone, che ha riunito 20 espositori, in crescita rispetto all'appuntamento dello scorso anno: «Il focus è su un prodotto indossato da più di 150 anni, legato storicamente al nostro Paese per le sue origini».

 

Girando fra gli stand si scoprono nuove realtà, si incontrano nomi storici che tornano in pista con inediti progetti e cultori del genere che propongono jeans da intenditori che arrivano a sfiorare la "modica" cifra di 10mila euro. Come il modello realizzato dalla giapponese Samurai Jeans, una proposta da super amatori, che viene prodotta in quattro esemplari ogni anno, seguiti dai primi passi, dal seme del cotone, fino al prodotto finito.

 

Sempre a proposito di ricerca, da citare la collezione inglese Endrime, frutto della creatività di Mohsin Sajid, stilista da 15 anni, che due anni fa è sceso in pista con il suo brand: pantaloni realizzati esclusivamente con tessuti giapponesi, che nella fodera riportano i dettagli di tutti i macchinari e i processi impiegati per la realizzazione del capo. Proposte che arrivano a costare 700 euro per i modelli top, interamente cuciti a mano.

 

Per un consumatore meno esigente, Rrd, del gruppo danese Bestseller (che produce la più nota Jack & Jones) è la punta di diamante di casa: una collezione made in Italy che impiega tessuti esclusivamente cimosati, a un prezzo sell out che non supera i 170 euro, con un ricarico del 2,7/2,8.

 

Dall'Italia, e più precisamente dall'Abruzzo, ha fatto la sua rentrée Tela Genova, marchio storico rilevato nel 2010 dalla Ca.Ma Italia (marchi Casucci, 0/Zero Construction, Oaks), che lo ha riportato sul mercato con una collezione molto curata sul fronte dei materiali e dei trattamenti, con un occhio attento alla teconologia. Nasce lo smart jeans, con tanto di carta di identità che racconta provenienza e contenuti del prodotto in un'etichetta elettronica resistente ai lavaggi.

 

 

Sempre dall'Abruzzo confermata la presenza di Blue Blanket, collezione da intenditori realizzata da Antonio Di Battista, designer e collezionista di denim, che a Denim Bollevard ha portato anche una selezione di articoli storici sul tema workwear.

 

 

Il tour fra gli stand introduce infine anche alle meraviglie e al fascino dei materiali e delle lavorazioni, con i trattamenti dell'azienda umbra Le Group e con il Candiani Loom State, un vero e proprio denim-atelier, che ha messo in mostra l'intero processo produttivo di un paio di jeans.

 

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