Retail

Furti in crescita nel mondo. Italia in controtendenza

I furti nel retail - e la moda è tra i prodotti più a rischio - sono un danno che ha raggiunto i 96 miliardi di euro nel mondo. Lo rileva il Barometro Mondiale dei Furti nel Retail 2014, presentato nei giorni scorsi a Milano.

 

La ricerca, promossa da un fondo indipendente di Checkpoint Systems (società quotata al Nyse che, tra le attività, realizza soluzioni per la prevenzione dei furti e la gestione dell'inventario), mostra che le mancate vendite rappresentano l'1,29% di quelle globali. In Italia le differenze inventariali risultano in diminuzione rispetto all’anno scorso (-16%): ammontano a 5,49 miliardi di euro e rappresentano l'1,9 delle vendite nazionali. Con questa quota la Penisola si colloca al 15esimo posto nel mondo. La maggiori differenze inventariali si trovano in Messico, Cina e Stati Uniti.

 

I dati sono stati raccolti grazie a interviste telefoniche e on-line, condotte in 24 Paesi, interpellando 222 operatori, che insieme, nel 2013, hanno generato complessivamente 560 miliardi di euro.

 

Gli articoli più rubati, in Italia e resto d’Europa, sono quelli più facili da nascondere e da rivendere. I ricercatori segnalano tra gli articoli più in pericolo quelli dell'alimentare, come vini e superalcolici. Segue il fashion, soprattutto se si tratta di accessori moda, gioielli, calzature e intimo. In Italia, in particolare, scompaiono soprattutto giubotti in pelle e scarpe. A rischio c'è anche l’health & beauty, con i prodotti per il trucco, la cura della pelle e profumi.

 

Le maggiori cause delle differenze inventariali nel mondo sono i taccheggi (38%) e i furti di dipendenti (28%). Ma anche le frodi da parte dei fornitori (13%) e gli errori amministrativi, non derivanti da attività criminali (21%).

 

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